gluone blu

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Dall’editore che ha pubblicato in Italia “Breve storia di (quasi) tutto” ecco un altro interessante libro che parla di scienza, clima e umanità.

Il libro di Fargan, antropologo all’università della California, parla di clima e di umanità ma con un approccio molto diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. Recentemente il clima è stato per mesi al centro dell’agenda di politici e media. Con il COP15 la mobilitazione, e quindi l’attenzione, per la questione è stata massima. Si è parlato di clima, di emissioni, di protocolli e gas serra dando per inteso che sia l’uomo ad agire sul clima, ma è davvero così?

Nel libro di Fargan, a metà tra il romanzo storico ed il meticoloso saggio scientifico, si legge di come molti dei grandi eventi della Storia, dall’espansione dell’impero di Gengis Khan alla caduta del suggestivo impero Khmer siano stati conseguenze del cambiamento climatico. La Storia, sembra voler dire Fargan, è uno spettacolo in cui l’umanità è attore principale con, alla regia, il clima.
Il libro è suddiviso in capitoli che trattano, di volta in volta, le diverse situazioni verificatesi in diverse aree del mondo e orientate a dimostrare come il periodo del Caldo medioevale abbia avuto ripercussioni globali, favorevoli per alcuni, come ad esempio le popolazioni del grande nord, devastanti per altri, Maya prima di tutto.

Fargan da anche ampia descrizione anche sui metodi che hanno permesso ai ricercatori di risalire al clima dei secoli passati. Coralli, alberi, limi, e più in generale, sedimenti, vengono studiati, scavati, analizzati ovunque nel mondo, lasciando talvolta il lettore sorpreso davanti alla precisione, e soprattutto alla globale coerenza, delle informazioni ricavate.

Fargan crea un libro affascinante e talvolta suggestivo pur trattando comunque di scienza. Ogni capitolo comincia con una breve parte romanzata utile, a mio parere, a coinvolgere ulteriormente anche il lettore meno interessato. Piccole pillole di scienza pura, come la spiegazione accurata, e forse un po’ involuta, di alcuni fenomeni metereologiche come el Nino, sono poi disperse qua e la nel libro dando così una buona comprensione di quanto succede ed è conosciuto del sistema Terra.

Da “Effetto Caldo” traspaiono quindi due considerazioni fondamentali: esiste una risorsa fondamentale per l’umanità troppo spesso sottovalutata, l’acqua. Il successo, la caduta, il destino di tutte le popolazioni, di tutta l’umanità sono sempre dipesi direttamente, o indirettamente, dalla disponibilità idrica. Fargan, come è già chiaro a molti, nell’ultimo capitolo dove da le sue considerazioni sulla situazione attuale si sofferma su questo punto lasciando intendere chiaramente come nel futuro prossimo l’acqua assumerà il ruolo ora recitato dal petrolio.
In secondo luogo l’altra considerazione fondamentale: lo sviluppo sostenibile e la capacità di adattamento sono essenziali. La storia, e questo libro parla del binomio storia dell’uomo-storia del clima, spiega chiaramente come, quando in una società si superi il punto critico di sfruttamento del suolo, delle risorse, dovuto molto spesso all’incremento del tasso demografico, si hanno due possibili conseguenze, guerre di conquista oppure implosioni nella società.

“Effetto caldo” è perciò un libro davvero piacevole che ricorda in alcune sue parti “Collasso” di J. Diamond (tra l’altro i due lavorano entrambi in California). Qua è la ci sono alcune grosse imperfezioni che lasciano un po’ interdetti, però resta comunque una validissima e davvero interessante lettura.

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Logicomix è un fumetto (o graphic novel se preferite) ideato da Apostolos Doxiadis, un matematico che oltre ad aver lavorato su argomenti molto interessanti come alcuni modelli per il sistema nervoso è conosciuto per aver scritto alcuni famosi libri divulgativi, e da Christos Papadimitriou, un informatico (consiglio a tutti di guardare la sua pagina perchè è interessantissima) che si occupa di complessità e algoritmi, autore fra l’altro di un romanzo su Alan Turing. E’ stato illustrato da Alecos Papadatos e Annie Di Donna. E’ molto difficile dire brevemente di cosa tratta: a prima vista narra la vita scientifica, spirituale e mondana di Bertrand Russell. La narrazione è coinvolgente: il lettore si sente  veramente presente nei momenti  raccontati della vita di Bertie (sì, risulterà impossibile anche per voi dopo aver letto il libro chiamarlo diversamente),  e condivide l’ansia che accompagna la sua quasi ossessiva ricerca della verità.

Logicomix non è però soltanto una biografia: è anche ambientata in un periodo storicamente e filosoficamente “caldo” (tra la fine dell’800 e la prima metà del ’900) e assistiamo perciò agli sconvolgimenti legati alle guerre mondiali, ai totalitarismi, alla ricerca dei fondamenti della matematica, alla filosofia di Ludwig Wittgenstein, incontriamo personaggi come Kurt Gödel o John Von Neumann e partecipiamo a scoperte centrali nella matematica di quel periodo.

Inoltre tutto questo è soltanto una storia dentro la storia, infatti, come viene descritto nel trailer, la vicenda di Bertrand Russell è contenuta in una cornice, che null’altro è se non la storia di quattro amici che decidono di raccontare la storia della logica (e del rapporto tra logica e follia) e di questo importante pensatore con un fumetto. Insomma…è un esempio di metaromanzo a fumetti!

Il tutto è di lettura molto scorrevole e le illustrazioni sono dello stile adatto. Penso che possa essere un buon modo per incuriosirsi alla logica e ai suoi problema, mentre per gli appassionati è semplicemente imperdibile.

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Dopo una lunga latitanza, sono qui per consigliare a tutti il libro di Leonard Mlodinow La passeggiata dell’ubriaco. In realtà al problema del randomwalking non è dedicato moltissimo, e sul randomwalking davvero credo si potrebbero scrivere intere enciclopedie (e magari pure un post, che ne dite?), ma si tratta di una piacevolissima carrellata di informazioni, aneddoti ed esempi in merito alle leggi scientifiche del caso. In poche parole si parla di probabilità, di decisioni e di previsioni e soprattutto  delle trappole logiche che sono tese al nostro cervello che ragionando in modo intuitivo ci fa prendere delle cantonate. Un esempio?

Daniel Kahneman e Amos Tvesky, due psicologi, sottoposero a 88 soggetti il seguente profilo:

“Immaginiamo una donna di nome Linda, trentun anni, single, estroversa e molto intelligente, laureata in filosofia. Al college era molto interessata ai temi della discriminazione e della giustizia sociale, e ha partecipato a manifestazioni contro il nucleare. “

A questo punto i due scienziati chiesero a tutti di valutare una serie di affermazioni dando loro un voto tra 1 e 8 in base alla loro probabilità dove 1 rappresenta la certezza e 8 la certezza che non sia vero. Ed ecco i risultati:

  • Linda è attiva nel movimento femminista – 2,1
  • Linda opera nei servizi sociali psichiatrici – 3,1
  • Linda lavora in una libreria e prende lezioni di yoga – 3,3
  • Linda fa l’impiegata di banca ed è attiva nel movimento femminista- 4,1
  • Linda insegna in una scuola elementare – 5,2
  • Linda è iscritta alla Lega delle donne elettrici – 5,4
  • Linda fa l’impiegata in banca – 6,2
  • Linda fa l’assicuratrice – 6,4″

A questo punto è interessante isolare tre di queste affermazioni:

  • Linda è attiva nel movimento femminista – 2,1
  • Linda fa l’impiegata di banca ed è attiva nel movimento femminista – 4,1
  • Linda fa l’impiegata in banca – 6,2

Non c’è qualcosa di strano? Un matematico direbbe che i punteggi sono quantomeno sospetti. Infatti la terza affermazione include anche la seconda però è meno probabile! Tutto ciò è assurdo: infatti nell’insieme delle impiegate di banca c’è un sottoinsieme  che raccoglie le impiegate di banca attive nel movimento femminista. Kanheman e Tvesky riproposero questo esperimento più volte e lo affinarono ulteriormente. Una delle versioni è particolarmente interessante: i soggetti in questo caso erano 36 laureati a cui era stato esplicitamente detto di tenere conto, durante la scelta, della prima legge della probabilità che afferma , per l’appunto, che  la probabilità che due eventi accadano non può mai essere maggiore della probabilità che ciascun evento accada separatamente. Eppure la maggioranza degli intervistati continuò a rispondere in modo analogo.

E questo è soltanto un esempio: negli anni ’60 un’altra trappola mise in crisi la comunità matematica degli Stati Uniti.

Nel libro troverete molti di questi esempi , condenditi con un po’ di storia e folclore matematico, proposti come sfide al lettore, e ciò rende la lettura molto godibile, a patto che si abbia già masticato un po’ di probabilità (ma proprio poca).  Curiosando sul web ho infatti trovato pareri di lettori che trovavano certi “salti” del testo piuttosto ostici e in effetti a volte conviene approfondire un po’ per poter capire veramente alcuni discorsi. Tuttavia questo libro ha il pregio di dare una panoramica abbastanza ampia e di fornire tanti spunti di riflessione e non è da poco. E’ inoltre veramente una lettura piacevole, perciò lo consiglio a tutti!

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Inizialmente ero titubante: da ammiratrice decisa di I trent’anni che sconvolsero la fisica ( di George Gamow) non ero molto sicura che leggere un altro resoconto storico e “personale” della storia della meccanica quantistica potesse appassionarmi. Tuttavia il riferimento al Faust e soprattutto alla parodia di tale opera e la copertina accattivante hanno avuto la meglio.  Vorrei quindi condividere con voi qualche impressione e discuterne con chi l’avesse eventualmente letto.

La vicenda racconta le vite e le scoperte (più le prime che non le seconde) di alcuni importanti fisici vissuti nella prima metà del XX secolo i cui nomi sono più (Heisenberg, Dirac, etc…) o meno (Lise Meitner su tutti) noti a chiunque si sia occupato anche soltanto un po’ di meccanica quantistica. Particolare attenzione è dedicata alle relazioni che c’erano tra questi illustri personaggi e alle loro differenti personalità: saranno proprio le loro caratteristiche peculiari che verranno sottolineate nella parodia al Faust scritta nel 1932  da uno di loro, Max Delbrück.

In prima fila da sinistra: Bohr, Dirac, Heisenberg, Ehrenfest, Delbruck e Meitner. I personaggi della prima fila sono i protagonisti, insieme a Pauli e Gamow, di "Faust a Copenhagen"

Al di là delle vicende biografiche dei protagonisti (peraltro molto interessanti e spesso poco note) si ripercorre la vicenda che ha portato alla formulazione di Copenhagen della meccanica quantistica e alla fondazione della fisica nucleare nonchè alle vicissitudini di quella che diventerà anche casa del lettore: Blegdamsvej.

Blegdamsvej 17, la casa della meccanica quantistica

Blegdamsvej 17, la "dimora" della meccanica quantistica

Tutto questo è molto ben descritto: quando ho chiuso il libro mi era sembrato di aver passato davvero un paio di giorni nel famoso istituto e di aver conosciuto almeno un po’ queste grandi personalità.

Si tratta, però, principalmente di un libro di storia della fisica, perciò di meccanica quantistica vera e propria si legge relativamente poco, perciò se si vuole scegliere un primo libro da leggere su questa meravigliosa teoria e il suo sviluppo consiglierei piuttosto I trent’anni che sconvolsero la fisica , mentre a chi preferisce le storie e La Storia raccomando Faust a Copenhagen. Inoltre non  sarebbe stata male in appendice una versione in italiano della famosa parodia a cui si fa riferimento in quasi ogni pagina, ma, a  parte questi piccoli commenti pignoli, si tratta sicuramente di una lettura molto coinvolgente ed appassionante.

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