Archive for the ‘gluone blu’ Category

Recensione di “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond

martedì, agosto 17th, 2010

Diamond porta luce sugli ultimi 13 mila anni d’umanità

Buongiorno a tutti. Questa è la recensione di un libro che credo dovrebbe essere la bibbia di chiunque studi etnologia, antropologia e storia antica. Un libro che secondo me dovrebbe esser di compendio a tutti i corsi di scienze delle scuole superiori. Sto parlando di “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond ornitologo dell’università della California che dopo anni di studi in giro per il mondo ha deciso d’intraprendere anche la carriera di divulgatore scientifico. Una scelta azzeccata.

Ma andiamo al dunque, perché bisognerebbe leggere questo libro?

Prima di tutto perché leggendolo si può capire molto del mondo di oggi e del passato. Infondo la storia non è che l’impalcatura su cui si costruisce il futuro. Immagino che anche a voi sarà capitato di farvi delle domande sull’umanità. Non tanto le metafisiche “perché siamo qui?”, “cosa siamo?” ecc. ma roba un po’ più spiccia e, forse, più utile, tipo “perché in fin dei conti gli europei hanno conquistato tutti gli altri popoli del mondo?”. Non so voi, ma io quando studiavo storia rimanevo sempre impressionato dalla magnificenza delle grandi civiltà precolombiane, Inca e Aztechi soprattutto.  Immaginare che questi grandi imperi che avevano città popolose come quelle europee siano caduti per mano di un centinaio e poco più di rozzi conquistadores spagnoli mi ha sempre lasciato impressionato. Se si pensa poi al fatto che sempre questi grandi imperi passati avessero incredibili conoscenze astronomiche e ingegneristiche ma non conoscessero l’uso della ruota mi lasciava ancora più sorpreso. Bene, leggendo l’opera di Diamond si potrà capire tutto questo, e molto altro ancora, con grande chiarezza e immediatezza.

Il libro è ben scritto, fluido e ricco di esempi, curiosità e aneddoti dei viaggi di Diamond. Talvolta l’attenzione cala perché in alcuni parte la densità delle nozioni e dei concetti si fa molto alta e quindi porta ad un pericoloso incremento della soporosità. Di contrasto però leggendo “Armi, acciaio e malattie” non si potrà non rimanere estasiati davanti al fantastico film cui si assisterà.

Dalle righe di Diamond uscirà infatti un fiume di vicende antiche, di uomini d’un tempo lontano che varcarono gli oceani colonizzando la Polinesia, le Americhe, che combatterono tra loro conquistandosi vicendevolmente. Li si vedrà scoprire l’agricoltura, il metallo, creare e distruggere civiltà nel susseguirsi dei secoli lasciando tracce indelebili su quel guazzabuglio di affascinanti contrasti da noi chiamato umanità.

Un libro davvero molto affascinante.

E’ ancora possibile la ricerca?

venerdì, agosto 13th, 2010

Volevo citare un pezzo del romanzo thriller “il quinto giorno”, di Frank Schatzing

“…Cerchiamo di spiegare come funziona il mondo e nessuno ci ascolta. E ora che succede? I colossi industriali sono i nuovi committenti della ricerca. Noi due siamo su una nave da queste parti soltanto perchè la Statoil ha trovato un verme. Fantastico. L’industria paga i ricercatori perchè lo stato non può più farlo. Non c’è più traccia della ricerca di base. Questo verme non è visto come oggetto di ricerca, ma come un problema che bisogna far sparire dalla faccia della terra. E’ richiesta la ricerca applicata, e fatta in maniera tale che le industrie possano avere carta bianca. ..”

Che ve ne pare? Non vi sembra che sia un problema su cui bisognerebbe riflettere? La ricerca non è più vista come mezzo per giungere alla conoscenza ma come mezzo per togliere i problemi alle industrie. Nessuno mette in dubbio il valore della ricerca applicata (io stesso la sto facendo per la tesi), ma forse la ricerca applicata dovrebbe venire dopo o al massimo assieme alla ricerca di base, non dovrebbe sostituirla completamente. Che ne pensate?

Nel mentre vi consiglio vivamente la lettura di questo libro perchè non solo è appassionante, ma secondo me è scritto e costruito anche molto bene!

“Genio” : James Gleick colpisce ancora!

sabato, luglio 31st, 2010

Se qualcuno di voi conosce Caos di James Gleick sicuramente ha già sperimentato la capacità di questo autore di coinvolgere chi legge in grandi avventure scientifiche offrendo il giusto spazio alle idee e alle persone. In Genio: la vita e la scienza di Richard Feynman (come potete assaggiare dai link che riportano alcuni paragrafi dei suoi libri) questo eccezionale divulgatore si concentra su uno dei fisici più importanti del ’900: Richard Feynman.

Su Feynman si potrebbe scrivere un’intera enciclopedia, ma in questo libro si trova quanto basta per avere un’idea abbastanza chiara sulle sue scoperte, sulla realtà in cui viveva e sul suo vulcanico carattere, che gli ha permesso di affrontare non poche difficoltà. Chi è Richard Feynman? L’inventore dei diagrammi di Feynman, uno dei fisici che hanno partecipato alla creazione della bomba atomica, uno dei fondatori  dell’elettrodinamica quantistica, un docente che ha cercato di cambiare radicalmente l’insegnamento della fisica, ma anche un uomo che è rimasto vedovo a 27 anni e che pochi anni dopo ha scritto una lettera appassionata alla deceduta moglie (la loro storia ha ispirato il film del 1996 Infinity), un abilissimo ballerino e suonatore di tamburi, uno scassinatore di casseforti, lo scienziato che ha spiegato il disastro del Challenger nel 1986. In questo elenco non c’è nemmeno una minima parte di quanto ci sarebbe da dire su questo grande fisico: penso che possa però suggerirvi da un lato quanto possa essere difficile ricostruire una vita così intensa, ma anche quanto possa essere interessante leggerla.

Lo stile è quello consueto di Gleick: avvincente, giornalistico e stimolante. Più che descrivere nei dettagli i lavori di Feynman, e ciò renderebbe il pubblico del libro molto più ristretto, l’autore fornisce gli spunti necessari per approfondire. Un’altra buona ragione per leggere questa bella biografia, infatti, si trova nel fatto che racconta la nascita della fisica nucleare e la sua evoluzione permettendoci di scoprire come sono nati concetti come la stranezza e come è nata la necessità di accelerare fasci di particelle a velocità sempre maggiori.

Credo sia inutile aggiungere che una volta completata la lettura la curiosità aumenta e può essere placata con i molti scritti di Feynman, le interviste e le opere teatrali che lo riguardano. Un ottimo inizio è però questa biografia che permette di avere una visione d’insieme sulla sua vita, oltre ad essere, secondo chi scrive, un ottimo esempio di divulgazione scientifica.

Recensione di “Effetto Caldo “- B. Fargan

domenica, giugno 27th, 2010

Dall’editore che ha pubblicato in Italia “Breve storia di (quasi) tutto” ecco un altro interessante libro che parla di scienza, clima e umanità.

Il libro di Fargan, antropologo all’università della California, parla di clima e di umanità ma con un approccio molto diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. Recentemente il clima è stato per mesi al centro dell’agenda di politici e media. Con il COP15 la mobilitazione, e quindi l’attenzione, per la questione è stata massima. Si è parlato di clima, di emissioni, di protocolli e gas serra dando per inteso che sia l’uomo ad agire sul clima, ma è davvero così?

Nel libro di Fargan, a metà tra il romanzo storico ed il meticoloso saggio scientifico, si legge di come molti dei grandi eventi della Storia, dall’espansione dell’impero di Gengis Khan alla caduta del suggestivo impero Khmer siano stati conseguenze del cambiamento climatico. La Storia, sembra voler dire Fargan, è uno spettacolo in cui l’umanità è attore principale con, alla regia, il clima.
Il libro è suddiviso in capitoli che trattano, di volta in volta, le diverse situazioni verificatesi in diverse aree del mondo e orientate a dimostrare come il periodo del Caldo medioevale abbia avuto ripercussioni globali, favorevoli per alcuni, come ad esempio le popolazioni del grande nord, devastanti per altri, Maya prima di tutto.

Fargan da anche ampia descrizione anche sui metodi che hanno permesso ai ricercatori di risalire al clima dei secoli passati. Coralli, alberi, limi, e più in generale, sedimenti, vengono studiati, scavati, analizzati ovunque nel mondo, lasciando talvolta il lettore sorpreso davanti alla precisione, e soprattutto alla globale coerenza, delle informazioni ricavate.

Fargan crea un libro affascinante e talvolta suggestivo pur trattando comunque di scienza. Ogni capitolo comincia con una breve parte romanzata utile, a mio parere, a coinvolgere ulteriormente anche il lettore meno interessato. Piccole pillole di scienza pura, come la spiegazione accurata, e forse un po’ involuta, di alcuni fenomeni metereologiche come el Nino, sono poi disperse qua e la nel libro dando così una buona comprensione di quanto succede ed è conosciuto del sistema Terra.

Da “Effetto Caldo” traspaiono quindi due considerazioni fondamentali: esiste una risorsa fondamentale per l’umanità troppo spesso sottovalutata, l’acqua. Il successo, la caduta, il destino di tutte le popolazioni, di tutta l’umanità sono sempre dipesi direttamente, o indirettamente, dalla disponibilità idrica. Fargan, come è già chiaro a molti, nell’ultimo capitolo dove da le sue considerazioni sulla situazione attuale si sofferma su questo punto lasciando intendere chiaramente come nel futuro prossimo l’acqua assumerà il ruolo ora recitato dal petrolio.
In secondo luogo l’altra considerazione fondamentale: lo sviluppo sostenibile e la capacità di adattamento sono essenziali. La storia, e questo libro parla del binomio storia dell’uomo-storia del clima, spiega chiaramente come, quando in una società si superi il punto critico di sfruttamento del suolo, delle risorse, dovuto molto spesso all’incremento del tasso demografico, si hanno due possibili conseguenze, guerre di conquista oppure implosioni nella società.

“Effetto caldo” è perciò un libro davvero piacevole che ricorda in alcune sue parti “Collasso” di J. Diamond (tra l’altro i due lavorano entrambi in California). Qua è la ci sono alcune grosse imperfezioni che lasciano un po’ interdetti, però resta comunque una validissima e davvero interessante lettura.

Alla ricerca della verità

mercoledì, giugno 16th, 2010

Logicomix è un fumetto (o graphic novel se preferite) ideato da Apostolos Doxiadis, un matematico che oltre ad aver lavorato su argomenti molto interessanti come alcuni modelli per il sistema nervoso è conosciuto per aver scritto alcuni famosi libri divulgativi, e da Christos Papadimitriou, un informatico (consiglio a tutti di guardare la sua pagina perchè è interessantissima) che si occupa di complessità e algoritmi, autore fra l’altro di un romanzo su Alan Turing. E’ stato illustrato da Alecos Papadatos e Annie Di Donna. E’ molto difficile dire brevemente di cosa tratta: a prima vista narra la vita scientifica, spirituale e mondana di Bertrand Russell. La narrazione è coinvolgente: il lettore si sente  veramente presente nei momenti  raccontati della vita di Bertie (sì, risulterà impossibile anche per voi dopo aver letto il libro chiamarlo diversamente),  e condivide l’ansia che accompagna la sua quasi ossessiva ricerca della verità.

Logicomix non è però soltanto una biografia: è anche ambientata in un periodo storicamente e filosoficamente “caldo” (tra la fine dell’800 e la prima metà del ’900) e assistiamo perciò agli sconvolgimenti legati alle guerre mondiali, ai totalitarismi, alla ricerca dei fondamenti della matematica, alla filosofia di Ludwig Wittgenstein, incontriamo personaggi come Kurt Gödel o John Von Neumann e partecipiamo a scoperte centrali nella matematica di quel periodo.

Inoltre tutto questo è soltanto una storia dentro la storia, infatti, come viene descritto nel trailer, la vicenda di Bertrand Russell è contenuta in una cornice, che null’altro è se non la storia di quattro amici che decidono di raccontare la storia della logica (e del rapporto tra logica e follia) e di questo importante pensatore con un fumetto. Insomma…è un esempio di metaromanzo a fumetti!

Il tutto è di lettura molto scorrevole e le illustrazioni sono dello stile adatto. Penso che possa essere un buon modo per incuriosirsi alla logica e ai suoi problema, mentre per gli appassionati è semplicemente imperdibile.

“La passeggiata dell’ubriaco”

domenica, gennaio 17th, 2010

Dopo una lunga latitanza, sono qui per consigliare a tutti il libro di Leonard Mlodinow La passeggiata dell’ubriaco. In realtà al problema del randomwalking non è dedicato moltissimo, e sul randomwalking davvero credo si potrebbero scrivere intere enciclopedie (e magari pure un post, che ne dite?), ma si tratta di una piacevolissima carrellata di informazioni, aneddoti ed esempi in merito alle leggi scientifiche del caso. In poche parole si parla di probabilità, di decisioni e di previsioni e soprattutto  delle trappole logiche che sono tese al nostro cervello che ragionando in modo intuitivo ci fa prendere delle cantonate. Un esempio?

Daniel Kahneman e Amos Tvesky, due psicologi, sottoposero a 88 soggetti il seguente profilo:

“Immaginiamo una donna di nome Linda, trentun anni, single, estroversa e molto intelligente, laureata in filosofia. Al college era molto interessata ai temi della discriminazione e della giustizia sociale, e ha partecipato a manifestazioni contro il nucleare. “

A questo punto i due scienziati chiesero a tutti di valutare una serie di affermazioni dando loro un voto tra 1 e 8 in base alla loro probabilità dove 1 rappresenta la certezza e 8 la certezza che non sia vero. Ed ecco i risultati:

  • Linda è attiva nel movimento femminista – 2,1
  • Linda opera nei servizi sociali psichiatrici – 3,1
  • Linda lavora in una libreria e prende lezioni di yoga – 3,3
  • Linda fa l’impiegata di banca ed è attiva nel movimento femminista- 4,1
  • Linda insegna in una scuola elementare – 5,2
  • Linda è iscritta alla Lega delle donne elettrici – 5,4
  • Linda fa l’impiegata in banca – 6,2
  • Linda fa l’assicuratrice – 6,4″

A questo punto è interessante isolare tre di queste affermazioni:

  • Linda è attiva nel movimento femminista – 2,1
  • Linda fa l’impiegata di banca ed è attiva nel movimento femminista – 4,1
  • Linda fa l’impiegata in banca – 6,2

Non c’è qualcosa di strano? Un matematico direbbe che i punteggi sono quantomeno sospetti. Infatti la terza affermazione include anche la seconda però è meno probabile! Tutto ciò è assurdo: infatti nell’insieme delle impiegate di banca c’è un sottoinsieme  che raccoglie le impiegate di banca attive nel movimento femminista. Kanheman e Tvesky riproposero questo esperimento più volte e lo affinarono ulteriormente. Una delle versioni è particolarmente interessante: i soggetti in questo caso erano 36 laureati a cui era stato esplicitamente detto di tenere conto, durante la scelta, della prima legge della probabilità che afferma , per l’appunto, che  la probabilità che due eventi accadano non può mai essere maggiore della probabilità che ciascun evento accada separatamente. Eppure la maggioranza degli intervistati continuò a rispondere in modo analogo.

E questo è soltanto un esempio: negli anni ’60 un’altra trappola mise in crisi la comunità matematica degli Stati Uniti.

Nel libro troverete molti di questi esempi , condenditi con un po’ di storia e folclore matematico, proposti come sfide al lettore, e ciò rende la lettura molto godibile, a patto che si abbia già masticato un po’ di probabilità (ma proprio poca).  Curiosando sul web ho infatti trovato pareri di lettori che trovavano certi “salti” del testo piuttosto ostici e in effetti a volte conviene approfondire un po’ per poter capire veramente alcuni discorsi. Tuttavia questo libro ha il pregio di dare una panoramica abbastanza ampia e di fornire tanti spunti di riflessione e non è da poco. E’ inoltre veramente una lettura piacevole, perciò lo consiglio a tutti!