Scienza, rigore e Richard Feynman
domenica, luglio 25th, 2010
(via xkcd)

(via xkcd)
Il Venezuela è un paese dalle molte qualità e risorse. Paesaggi fantastici, cascate mozzafiato (qui si trova il Salto degli Angeli, la cascata più alta del mondo), una biodiversità elevatissima ed enormi risorse energetiche, il paese è tra i maggiori esportatori al mondo di gas e petrolio e ha anche il secondo impianto idroelettrico più grande al mondo. Nonostante questo però nella capitale Caracas, una città da oltre 3 milioni di abitanti, come anche nel resto del paese, ci sono diversi problemi nella fornitura di energia. Praticamente “salta spesso la luce” cosa un po’ inaspettata per un paese che, come si diceva prima, proprio dell’energia ha fatto la sua fonte di guadagno principale e che nelle aspettative di Chavez, dopo l’incontro con Putin nella prima settimana di Aprile 2009, dovrebbe lanciarsi nella corsa allo spazio.
Per ovviare a questa situazione il presidentissimo ha disposto intorno alla città una rete di centrali mobili su camion. Si tratta di piccole centrali elettriche a gas che di solito vengono usate negli altri paesi in caso di emergenza e che qui dovrebbero risolvere in pianta stabile, secondo le aspettative del leader bolivariano, il problema. Tuttavia solo dopo aver acquistato queste apparecchiature ci si è accorti che ne servivano altre per collegare le centrali alla rete elettrica. Difatti la tensione della corrente delle centrali è diversa da quella della rete nazionale. Ecco quindi l’indiscrezione: il Venezuela avrebbe commissionato ad un’importante azienda europea con sede anche in Italia un ordine di circa 20 – 25 milioni di euro per una ventina di queste apparecchiature. La notizia, esclusiva, è ancora ufficiosa ma l’affare dovrebbe esser stato concluso.
Un camion tira l’altro
Si tratta in pratica di piccole stazioni, ancora su camion, che collegano l’uscita dei generatori montati sugli altri camion alla rete elettrica. Intorno a Caracas ci devono esser ampi parcheggi. Queste stazioni mobili sono composte da un trasformatore che abbassa la tensione della corrente generata dalle stazioni mobili permettendole così di esser utilizzabile per la rete nazionale e da un complesso isolato in cui si trovano l’interruttore, che può bloccare la corrente in caso di bisogno, ed il sezionatore, un apparecchio che fa da sicura per l’interruzione della corrente utile, per esempio, alla manutenzione. Oltre a queste tre apparecchiature base ci sono poi i vari apparecchi di protezione e controllo.
Ogni stazione dovrebbe garantire una potenza di circa 40 MVA utile a dare energia a circa 100 mila utenze domestiche e a contrastare, almeno in parte, il velato malcontento nei confronti del presidente venezuelano famoso nel mondo più per la sua vulcanica personalità e le ambizioni di leader dei mondi che per il buonsenso.
In realtà ne ha molti di più, contando che il 22 giugno 2000 che è stata pubblicata la sequenza del genoma umano, ma per giungerci sono stati impiegati diversi anni!

A questo proposito volevo consigliarvi lo speciale del numero di Nature appena uscito; Si tirano le somme, si fa il punto della situazione e si esaminano i problemi! Da non perdere.
Samsung mette sul mercato un telefono orientato all’ambiente
Una buona notizia viene dal mercato dei cellulari dove Samsung ha immesso un apparecchio per certi versi davvero rivoluzionario, un telefono che per la prima volta è stato progettato e pensato in funzione del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente: il Samsung Blu Earth. 
Il settore dell’elettronica di consumo è uno di quelli a maggiore sviluppo e produttività. Ogni anno grandi marchi come Nokia, Blackberry, Samsung, Apple lanciano sul mercato nuovi prodotti. Questo fa sì che la vita media di questi apparecchi sia davvero molto breve. A tutti voi, per fare un parallelismo, sarà capitato di comprare un computer appena uscito sul mercato per poi rendersi conto magari dopo solo un mese che il gingillo da portento della tecnica era passato a vecchio e obsoleto scassone. Molti di questi prodotti vengono quindi eliminati ed in parte riciclati, soprattutto gli elementi metallici dei circuiti, oro, silicio, rame, hanno un grosso mercato. Tuttavia resta comunque una grossa fetta di materia sprecata. Se poi si considera che, soprattutto nel nostro paese, il numero di cellulari pro-capite è davvero molto alto si possono immaginare cumuli di rottami che hanno smesso di mandare messaggi, suonare e chiamare.
Il Samsung Blu Earth entra proprio qui. Il telefono creato dalla multinazionale coreana ha tre caratteristiche davvero interessanti: il materiale in cui è composto, plastica riciclata (almeno in parte); il profilo funzionale, il telefono a quanto viene detto dovrebbe essere orientato a garantire un ottimo funzionamento consumando poca energia; la fonte energetica: la cella fotovoltaica.
Proprio quest’ultima potrebbe sembrare il pezzo forte del prodotto coniugando in un colpo solo due evidenti vantaggi: la potenziale indipendenza dalla rete elettrica potendo ricaricare l’apparecchio al Sole e, soprattutto, l’appeal: il fotovoltaico da un paio d’anni sta prepotentemente prendendo piede.
Attualmente il telefono ha un costo ancora rilevante, si parla di oltre 300 euro, ma è plausibile ipotizzare come in un periodo di così grande attenzione per le tematiche ambientali un apparecchio del genere possa attirare su di sè l’attenzione di molto giovando chiaramente all’immagine del colosso industriale coreano.
Non resta che provarlo.
Per avere un’idea del prodotto ed una recensione attendibile eccovi questo link:
Vi avevo già parlato del sito nobelprize.org! Vi riconsiglio di andarci perchè è davvero molto interessante e divertente! Soprattutto la sezione educational.
Vi propongo, con questo gioco, di provare ad effettuare a 3 pazienti delle trasfusioni indovinando grazie al test il loro gruppo sanguigno corretto.
Avete in alto a destra il kit con una siringa e tre provette (A, B e Rh) con la siringa dovrete prelevare del sangue al paziente e inserirlo in ciascuna delle tre provette e da questo capire il gruppo. se portate il mouse su ciascuna provetta potete vedere cosa è accaduto per capire meglio. In basso avete le sacche del sangue con il gruppo sanguigno.
Buona fortuna! avete 5 possibilità di sbagliare!
Ps.. stavo quasi per ammazzare un paziente!!
ecco un modo divertente per ricordare l’immunologia di base!

e ne approfitto per invitare tutti ad andare al sito nobelprize.org, sezione educational.. ci sono tantissimi schemi, molto interessanti e divertenti, sia per gli appassionati, sia per chi vuole capirci un po’ di più..