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E’ ancora possibile la ricerca?

venerdì, agosto 13th, 2010

Volevo citare un pezzo del romanzo thriller “il quinto giorno”, di Frank Schatzing

“…Cerchiamo di spiegare come funziona il mondo e nessuno ci ascolta. E ora che succede? I colossi industriali sono i nuovi committenti della ricerca. Noi due siamo su una nave da queste parti soltanto perchè la Statoil ha trovato un verme. Fantastico. L’industria paga i ricercatori perchè lo stato non può più farlo. Non c’è più traccia della ricerca di base. Questo verme non è visto come oggetto di ricerca, ma come un problema che bisogna far sparire dalla faccia della terra. E’ richiesta la ricerca applicata, e fatta in maniera tale che le industrie possano avere carta bianca. ..”

Che ve ne pare? Non vi sembra che sia un problema su cui bisognerebbe riflettere? La ricerca non è più vista come mezzo per giungere alla conoscenza ma come mezzo per togliere i problemi alle industrie. Nessuno mette in dubbio il valore della ricerca applicata (io stesso la sto facendo per la tesi), ma forse la ricerca applicata dovrebbe venire dopo o al massimo assieme alla ricerca di base, non dovrebbe sostituirla completamente. Che ne pensate?

Nel mentre vi consiglio vivamente la lettura di questo libro perchè non solo è appassionante, ma secondo me è scritto e costruito anche molto bene!

Scienza, rigore e Richard Feynman

domenica, luglio 25th, 2010

(via xkcd)

Oltre l’esperimento

sabato, novembre 14th, 2009

Questa volta volevo fare un post diverso dal solito. Un post meno “sembra-quasi-copiato-da-un-libro”, vediamo se mi riesce. Quello di cui volevo parlare è un argomento fondamentale in ambito scientifico, soprattutto in quelle discipline in cui non conosci e non conoscerai mai tutti i parametri che costituiscono il sistema che stai analizzando. Volevo parlarvi della logica che sta dietro al concetto di controllo.

Il controllo, in biologia soprattutto, è un must per chi vuole avere dei dati sperimentali validi e pubblicabili. Sempre e comunque, in tutti gli esperimenti, non bisogna mai limitarsi alle singole prove, ma queste devono essere confermate da prove ulteriori; altrimenti è impossibile nel vero senso della parola affermare che l’evento B è causato dal fattore A, perché assieme ad A ci sono contemporaneamente n fattori che potrebbero in qualche modo influire sull’evento che state studiando e senza che ve ne accorgiate avere dei risultati completamente falsati. Bisogna isolare dal “rumore di fondo” l’evento che si vuole studiare. Proprio questo è il significato di controllo: controllare che B sia dato da A e che A dia B (anche se spesso in biologia A causa B e B a sua volta agisce su A, quindi non è proprio lineare il rapporto causa effetto)

Abbiamo una provetta con dentro del DNA qualsiasi e dobbiamo utilizzare degli enzimi di restrizione (ne ho già parlato qui) per ottenere N frammenti. Non possiamo limitarci a fare solo la reazione di taglio, perché dobbiamo essere certi che il taglio del DNA sia solo ed esclusivamente opera del mio enzima, e non un taglio casuale. Come facciamo a verificarlo? La logica qui è semplice, dobbiamo verificare che il DNA senza enzimi rimanga intero, quindi facciamo “reagire” il DNA da solo. Questa procedura è un controllo negativo, perché mi deve dare un risultato negativo (ovvero non devo vedere nessun effetto). Quindi l’evento B (taglio del DNA) è stato causato solo dall’evento A (reazione enzimatica). Se qualcuno di voi si è chiesto o si sta chiedendo se non sia il caso di verificare che l’evento A si sia svolto correttamente, perché può capitare ad esempio che l’enzima non sia più funzionante o lavori con efficienza minore di quella voluta, gli faccio i miei complimenti. Questa è la logica del controllo positivo! Il controllo positivo è una prova sperimentale a tutti gi effetti, e mi aspetto di vedere un risultato che mi confermi che A lavori come dovuto; in questo caso allestisco una reazione dai risultati noti (in questo caso l’enzima con una sequenza di DNA nota) in modo da vedere se l’enzima tagli correttamente.
Il concetto di controllo si può applicare ovunque, e devono essere sempre presenti ogniqualvolta si svolge un esperimento.

Se vogliamo controllare se un fattore di crescita (Growth Factor) funziona su una popolazione cellulare, oltre a preparare una piastra in cui aggiungo il fattore di crescita, devo tenerne una in cui non lo aggiungo e vedere la differenza.

Se vogliamo verificare che una proteina cellulare A interagisca con un’altra proteina B, sempre della cellula dovremo sempre andare a fare il controllo di A per B e B per A per esserne completamente certi.

Sempre, quando trattiamo con strutture così complesse come un organismo o anche solo parti di esso dobbiamo tenere a mente queste cose. Molte volte sono più i punti di controllo che le effettive prove sperimentali, e spesso, in diversi articoli pubblicati ci si accorge che mancano dei controlli che invece ci sarebbero dovuti essere. Questo per dire che anche i migliori sbagliano!

Se avete domande o chiarimenti o correzioni scrivete nei commenti!!

A presto

Da 'Il valore della scienza' di R. Feynman

martedì, dicembre 16th, 2008

“[...] pochi non scienziati vivono questa particolare esperienza religiosa. I nostri poeti non ne scrivono ; i nostri artisti non tentano di rappresentarla. Non capisco perchè. Nessuno si sente ispirato dalla nostra attuale immagine dell’universo? Questo valore della scienza non viene cantato dai cantanti, siete ridotti ad ascoltarlo in una conferenza, anzichè in musica o in versi. Non viviamo ancora in un’epoca scientifica.

Può darsi che una ragione di tanto silenzio sia che bisogna saper leggere la musica. Facciamo l’esempio di un articolo scientifico: “Il contenuto di fosforo radioattivo nel cervello del topo si dimezza in due settimane”. Cosa vorrà dire?

Vuol dire che il fosforo presente oggi nel cervello di un topo – e anche nel mio e nel vostro – non è lo stesso di due settimane fa; che tutti i suoi atomi sono stati sostituiti, e quelli di prima non ci sono più.

Cosa è quindi la mente? Cosa sono questi atomi provvisti di coscienza? Patate della settimana scorsa! Riescono a ricordare ora quello che c’era nella mia mente un anno fa – una mente che è stata sostituita da tempo.

Ecco cosa significa scoprire quanto tempo gli atomi restano nel nostro cervello prima che altri li sostituiscano : notare che ciò che io chiamo la mia individualità è solo un disegno o una danza. Gli atomi entrano nel mio cervello , eseguono una danza e se ne vanno; atomi sempre nuovi ripetono la stessa danza, ricordando quella di ieri”

- R. Feyman “Il valore della scienza”

p.s. Lo scritto completo  lo potete trovare facilmente nel volume “Il piacere di scoprire” di R. Feynman.


"Put a little Science in Your Life" di Brian Greene

mercoledì, giugno 11th, 2008

Mi sentivo in dovere di consigliare questo articolo del New York Times scritto dal grande fisico Brian Greene. Credo che meriti di essere letto, perchè dentro c’è anche il motivo per cui esiste questo blog.

a.d.p.