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	<title>Bottiglie di Leida &#187; matematica</title>
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	<description>Un blog sulla scienza e gli scienziati</description>
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		<title>La sezione aurea nel corpo umano</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 12:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco di Noto Gruppo Eratostene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo post è un estratto della rubrica Oltrebotanica curata da Francesco di Noto (nostro collaboratore del Gruppo Eratostene) e Eugenio Amitrano. Il testo completo può essere reperito qui, mentre nel seguito di questo post sono stati raccolti alcuni spunti particolarmente interessanti. Lo staff di BdL si è permesso di aggiungere qualche link per chi volesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Questo post è un estratto della rubrica Oltrebotanica curata da Francesco di Noto (nostro collaboratore del Gruppo Eratostene) e Eugenio Amitrano. Il testo completo può essere reperito <a href="http://www.atuttoportale.it/didattica/botanica/OltreBotanica/OltreBotanica-01-CorpoUmano.pdf">qui</a>, mentre nel seguito di questo post sono stati raccolti alcuni spunti particolarmente interessanti. Lo staff di BdL si è permesso di aggiungere qualche link per chi volesse approfondire determinati argomenti. Buona lettura!</em></p>
<div id="attachment_1570" class="wp-caption aligncenter" style="width: 225px"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/bronzi1.png"><img class="size-medium wp-image-1570" title="bronzi" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/bronzi1-215x300.png" alt="" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Bronzi di Riace - Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;">In questo lavoro mostreremo alcune connessioni tra la sezione aurea e corpo umano, in particolare gli aspetti riguardanti l’anatomia, la fisiologia e la patologia. </span></p>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"> <span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Anatomia Aurea</strong></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-size: small;">Nell’anatomia aurea, osserveremo le proporzioni tra le varie parti del corpo umano. “Che proporzioni!” verrebbe istintivo ad un uomo da dire quando osserva una donna molto attraente. Non è un caso, ma le donne più attraenti hanno un rapporto della misura fianchi/vita prossimo al numero aureo. Molti studi hanno dimostrato che la preferenza per le donne con tale rapporto fianchi/vita, non dipende da canoni sociali e culturali ma bensì da fattori di tipo biologico. È l’istinto a ritenere che tale rapporto identifichi nella donna un maggiore equilibrio ormonale e una maggiore fertilità, quindi una maggiore capacità di procreare individui sani e forti. Questo rapporto è stato riscontrato nelle miss elette nei principali concorsi di bellezza, tipo miss America e miss Universo, e persino nelle conigliette di Playboy. Foto di diverse donne sono state mostrate a uomini di tribù amazzoniche, i quali sono privi di ogni forma di condizionamento mediatico, e anche loro gradivano le donne con rapporto fianchi/vita prossimo alla sezione aurea.</span></p>
<div id="attachment_1572" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/fianchi1.gif"><img class="size-medium wp-image-1572" title="fianchi" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/fianchi1-300x174.gif" alt="" width="300" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Circonferenze per la misura fianchi/vita, e la miss universo Jimena Navarrete con misure 90-60-90</p></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Quindi, il rapporto tra la misura dei fianchi e quello della vita prossimo a 1,618 è un buon indizio di bellezza e salute, molto apprezzato dai maschi della nostra specie e lo accenna anche <em>Mario Livio</em> nel suo libro “<strong>L’equazione impossibile</strong>”. Si legge a pagina 306 di questo libro:-</span></p>
<p align="JUSTIFY">“…<span style="font-size: small;"><em>Nella scelta del partner intervengono anche fattori legati a indicatori di fertilità, risorse, capacità e disponibilità a fornire cure parentali. Gli studi condotti dallo psicologo Davendra Singh, ad esempio, dimostrano che quasi universalmente gli uomini preferiscono le donne con la classica forma a &lt;&lt; clessidra &gt;&gt;, caratterizzata da un rapporto vita/fianchi di 0,67. La ragione adattativa di questa preferenza può essere il fatto che, come si è scoperto, questo rapporto è un buon indice di fertilità.</em>”</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-size: small;">Le famose misure “perfette” 90–60–90 delle attrici e delle donne più belle rispecchiano molto bene questa caratteristica, il rapporto 90/60 è uguale a 1,50 che è una buona approssimazione di 1,618. La sezione aurea porterebbe le misure a 97–60–97 presumibilmente ancora più belle (97 <span style="font-family: Symbol,serif;">/</span>60 <span style="font-family: Symbol,serif;">=</span> 1,618). Un “disastro” invece apparirebbe, agli occhi dei più, il perfetto contrario 60–97–60, o anche 60–90–60.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Le altre proporzioni auree che nella donna sono importanti per la bellezza le ritroviamo nel volto. Di seguito è illustrata una famosa immagine di volto femminile in cui le sezioni auree sono davvero abbondanti.</span></p>
<div id="attachment_1573" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/viso1.png"><img class="size-medium wp-image-1573" title="viso" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/viso1-300x282.png" alt="" width="300" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Volto di donna considerato da molti “bellissimo”</p></div>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Provando a dividere le misure indicate con le lettere maiuscole della figura con le rispettive misure indicate con la lettera minuscola (A/a, B/b, C/c, …) otteniamo sempre un valore prossimo alla sezione aurea.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"> <span style="font-size: small;">Come numero aureo, anche il rapporto tra statura e altezza dell’ombelico sembra essere molto diffuso. Nella ricerca della sezione aurea è noto un esperimento in cui a diverse coppie si chiedeva al marito di misurare la statura della moglie, e di dividere tale valore per l&#8217;altezza dell&#8217;ombelico. Il risultato <span style="font-size: small;">dell’esperimento mostrò che il valore si avvicinava a 1,618 per tutte le coppie che hanno partecipato all’esperimento. Lo stesso rapporto si misura anche negli uomini e inoltre si ritiene che la posizione corrispondente all&#8217;ombelico sia il baricentro del corpo.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Altri famosi rapporti aurei presenti nel corpo umano sono:</span></p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Lunghezza del braccio e distanza gomito-mano;</span></p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Distanza anca-malleolo (gamba) e distanza anca-ginocchio</span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Rapporto delle falangi dell’anulare e del medio della mano;</span></p>
</li>
<li><span style="font-size: small;">Distanza spalle-ombelico e distanza spalle-fronte</span></li>
</ul>
<div id="attachment_1566" class="wp-caption aligncenter" style="width: 253px"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/aureo.png"><img class="size-full wp-image-1566" title="aureo" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/aureo.png" alt="" width="243" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">Principali rapporti aurei nell&#39;uomo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1567" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/dita.png"><img class="size-medium wp-image-1567" title="dita" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/dita-300x81.png" alt="" width="300" height="81" /></a><p class="wp-caption-text">Misura delle falangi del dito medio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">La sezione aurea nel corpo umano, oltre ad essere apprezzata in maniera istintiva, è un fatto conosciuto da moltissimi secoli, tanto da essere una linea guida nelle rappresentazioni artistiche del corpo umano.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"> <span style="font-size: small;">Ad oggi, le massime rappresentazioni artistiche di perfezione del corpo umano sono per la donna la “Nascita di Venere” di Sandro Botticelli e per l’uomo la rappresentazione a matita di Leonardo Da Vinci raffigurante ”L’uomo Vitruviano”.</span></p>
<div id="attachment_1576" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/botticelli.png"><img class="size-medium wp-image-1576" title="botticelli" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/botticelli-300x192.png" alt="" width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Nascita di Venere, Sandro Botticelli</p></div>
<div id="attachment_1577" class="wp-caption aligncenter" style="width: 277px"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/leonardo.png"><img class="size-medium wp-image-1577" title="leonardo" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/leonardo-267x300.png" alt="" width="267" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Uomo Vitruviano, Leonardo da Vinci</p></div>
<p style="text-align: center;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fisiologia Aurea</strong></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"> “<span style="font-size: small;"><em>Davvero la cosiddetta SEZIONE AUREA non finisce mai di stupire.</em>”, con questa frase viene introdotto un interessantissimo articolo dal titolo “<strong>Anche la pressione sanguigna ideale, che assicura longevità, corrisponde al rapporto della sezione aurea.</strong>”. (<em>I più interessati possono trovare materiale <a href="http://www.telegraph.co.uk/health/healthnews/6790529/Human-heart-follows-the-golden-ratio-for-beauty.html">qui</a> e <a href="http://www.bmj.com/content/339/bmj.b4745.full">qui</a>, NdE)</em><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Infatti, sembra proprio così … È piuttosto recente la notizia che una <a href="http://www.i-med.ac.at/">serissima università austriaca</a> ha compiuto uno studio che dimostrerebbe che vive molto più a lungo chi, nella misura della pressione arteriosa sistemica, ha un rapporto tra pressione sistolica (massima) e pressione diastolica (minima) pari a 1,618.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/pressione%C3%B9.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1580" title="pressioneù" src="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/11/pressione%C3%B9-300x197.png" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Insomma, per intenderci, sta un gran bene chi fa 74 di minima e 120 di massima oppure chi fa 77 di minima e 125 di massima. Guarda caso il loro rapporto è proprio quel numerino che corrisponde alle proporzioni dell’uomo leonardesco e alle ricerche che, dai pitagorici in poi, hanno portato sino alla dottrina degli gnostici del Rinascimento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Procedura semplice per trovare le G(N) coppie di Goldbach per ogni numero pari N uguale o maggiore di 4</title>
		<link>http://www.bottigliedileida.net/2011/04/procedura-semplice-per-trovare-le-gn-coppie-di-goldbach-per-ogni-numero-pari-n-uguale-o-maggiore-di-4/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 20:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco di Noto Gruppo Eratostene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[congettura di Goldbach]]></category>
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		<description><![CDATA[Com’è noto, la congettura forte di Goldbach dice che ogni numero pari N uguale o maggiore di  4  (in simboli ,  N &#62; 4)  può essere scritto  come somma di due numeri primi, anche ripetuti ( per es.  10 = 5 + 5, 22 = 11+11, ecc.). Per trovare le G(N) coppie di Goldbach  per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Com’è noto, la congettura forte di Goldbach dice che ogni numero pari N uguale o maggiore di  4  (in simboli ,  N <span style="text-decoration: underline;">&gt;</span> 4)  può essere scritto  come somma di due numeri primi, anche ripetuti ( per es.  10 = 5 + 5, 22 = 11+11, ecc.). Per trovare le G(N) coppie di Goldbach  per qualsiasi N <span style="text-decoration: underline;">&gt;</span> 4 relativamente piccolo (ma in teoria il metodo vale anche per numeri N grandissimi, per i quali però si preferiscono appositi  e veloci algoritmi) si divide N per 2, e si dispongono  i numeri dispari  fino a N/2 in una colonna crescente da 1 a N/2, e in una colonna decrescente da N a N/2 in modo che i due numeri di ogni colonna (che chiameremo per brevità colonna p  e colonna q , diano come somma N; solo quando sia i numeri p e q nella stessa riga sono primi, abbiamo una copia di Goldbach.   Contando le coppie di Goldbach così ottenute,  evidenziandole in rosso per facilitarne il conteggio, abbiamo le G(N) coppie di Goldbach.  Il contro esempio della congettura è ovviamente G(N) = 0,  cioè un numero pari N, piccolo o grande che sia, tale che<em> non</em> sia la somma di due numeri  primi:  se la congettura è vera, tale contro esempio non esiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più potete leggere l’<a href="http://www.bottigliedileida.net/wp-content/uploads/2011/04/Procedura-semplificata-per-trovare-le-coppie-di-Goldbach-per-ogni-numero-pari-N-maggiore-di.pdf">articolo</a> pubblicato dal <a href="http://www.gruppoeratostene.com/">Gruppo Eratostene</a> che estende e approfondisce questi spunti.</p>
<div class="betterrelated"><p><strong>Articoli correlati:</strong></p>
<ol><li> <a href="http://www.bottigliedileida.net/2011/01/le-forme-6k1-dei-numeri-primi-e-le-quattro-operazioni/" title="Permanent link to Le forme 6k+1 dei numeri primi e le quattro operazioni">Le forme 6k+1 dei numeri primi e le quattro operazioni</a>  </li>
</ol></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Le forme 6k+1 dei numeri primi e le quattro operazioni</title>
		<link>http://www.bottigliedileida.net/2011/01/le-forme-6k1-dei-numeri-primi-e-le-quattro-operazioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 15:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco di Noto Gruppo Eratostene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti i numeri primi tranne il 2 e il 3, e tutti i composti puri (cioè senza i fattori 2 e 3) sono della forma generale: P = 6 n + 1 Eseguendo ora le quattro operazioni aritmetiche tra numeri primi diversi da  2 e 3, e usando questa loro forma generale, si trovano altre possibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutti i numeri primi tranne il 2 e il 3, e tutti i composti puri (cioè senza i fattori 2 e 3) sono della forma generale: P = 6 n + 1</p>
<p style="text-align: justify;">Eseguendo ora le quattro operazioni aritmetiche tra numeri primi diversi da  2 e 3, e usando questa loro forma generale, si trovano altre possibili soluzioni o conseguenze interessanti per le ex-congetture di Goldbach, dei numeri gemelli infiniti, del problema ternario di Goldbach, della differenza pari tra due  numeri dispari (Teorema di Polignac, l’opposto del Teorema di Goldbach) con caso particolare d = q – p = 2 per i numeri gemelli, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più potete leggere l&#8217;<a href="http://www.gruppoeratostene.com/articoli/numeri%20primi%20e%20quattro%20operazioni%20con%20forme%206n%2B-1.pdf">articolo</a> pubblicato dal <a href="http://www.gruppoeratostene.com/">Gruppo Eratostene</a> che estende e approfondisce questi spunti.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Nautilus: una struttura frattale naturale</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nautilo (o nautilus che dir si voglia) è un mollusco cefalopode nativo dell&#8217; Oceano Pacifico occidentale. Nonostante appartenga alla stessa classe della piovra e del calamaro è un organismo piuttosto differente: la principale diversità è rappresentata dal fatto che &#8220;vive&#8221; all&#8217;interno di una conchiglia madreperlata con una caratteristica forma a spirale. Tale involucro è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il nautilo (o nautilus che dir si voglia) è un mollusco cefalopode nativo dell&#8217; Oceano Pacifico occidentale. Nonostante appartenga alla stessa classe della piovra e del calamaro è un organismo piuttosto differente: la principale diversità è rappresentata dal fatto che &#8220;vive&#8221; all&#8217;interno di una conchiglia madreperlata con una caratteristica forma a spirale. Tale involucro è adattato all&#8217;ecosistema marino e al fatto che questo animale vive tra i 50 e i 500 m di profondità: è molto resistente alla pressione idrostatica (resiste fino a circa 800 m di profondità, oltre i quali implode) e la sua robustezza l&#8217;ha anche reso un bellissimo oggetto d&#8217;arredamento (caratteristica probabilmente non troppo apprezzata dal nautilus proprietario).</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 413px"><img title="Nautilus" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1b/Nautilus_profile.jpg" alt="" width="403" height="301" /><p class="wp-caption-text">Un nautilo fotografato nel mare della Micronesia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Proprio questa sua conchiglia può interessare scienziati e curiosi per diversi motivi: il primo è che si tratta di una struttura di tipo <em>isometrico</em>. Cosa vuol dire? Per capirlo può essere utile studiare come si forma la conchiglia. Il cefalopode la costruisce durante la sua crescita in modo che la forma della camera rimanga sempre uguale pur aumentando di dimensioni. Durante la crescita dell&#8217;animale la conchiglia stessa cresce e periodicamente il nautilo sigilla la camera precedente. Il risultato è la serie di scomparti che la rende così particolare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 398px"><img class=" " title="Conchiglia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/08/NautilusCutawayLogarithmicSpiral.jpg" alt="" width="388" height="292" /><p class="wp-caption-text">Sezione della conchiglia di un nautilo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Su questa forma particolare ci sono moltissime osservazioni da fare: ne propongo qualcuna e se ne conoscete altre l&#8217;invito è &#8230;commentate abbondantemente!</p>
<p style="text-align: justify;">Come accennato in precedenza: è un oggetto che è costruito tramite <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Similitudine_%28trasformazione_lineare%29">trasformazioni<br />
<em>lineari</em></a> (similitudini, o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omotetia">omotetie</a>. Una delle definizioni di omotetia in geometria (e in algebra lineare) la descrive come una <em>corrispondenza biunivoca che preserva le forme</em>. Ora, senza scendere in dettagli algebrici (spazi metrici euclidei e non e altri universi interessantissimi), ciò significa soltanto che la forma è la stessa: le dimensioni in gioco vengono moltiplicate per uno stesso fattore. Non è molto diverso come meccanismo da quello che si fa quando si vuole ingrandire un&#8217;immagine: se ingrandite una foto e lo fate bene la forma del soggetto non verrà modificata: si tratta di una trasformazione isometrica. Le camere della conchiglia del nautilo sono il risultato di tante trasformazioni isometriche in sequenza in ognuna delle quali le dimensioni aumentano del 6.3% circa.</p>
<p style="text-align: justify;">Cartesio nel 1638 si era proprio occupato di questa proprietà, ma l&#8217;aveva studiata da un altro punto di vista chiamandola <em>spirale equiangolare</em> (ogni retta passante per l&#8217;origine la interseca infatti producendo sempre lo stesso angolo) o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spirale_logaritmica"><em>logaritmica</em></a>, che si distingue da quella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spirale_archimedea">archimedea</a> per il fatto che le distanze fra i bracci aumentano secondo una progressione geometrica mentre in quella archimedea hanno un valore costante.</p>
<p style="text-align: justify;">Più recentemente la proprietà di <em>autosomiglianza</em> ha fatto supporre che questo oggetto (naturale e geometrico) sia una struttura di tipo <a href="http://www.miorelli.net/frattali/"><em>frattale</em></a>. Un frattale può essere infatti definito come un oggetto geometrico che si ripete allo stesso modo in scale diverse: è quindi caratterizzato dall&#8217;autosomiglianza e dalla ricorsività: proprietà che il nostro mollusco costruendo la sua conchiglia rispetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia il nautilo non è una struttura matematica, non è soltanto una forma: è un organismo vivente che nasce, si muove, si riproduce e muore nel mondo fisico, in particolare nelle profondità oceaniche. Anche come &#8220;piccolo sommergibile&#8221; questo animale ha molto da insegnarci: il cefalopode infatti si immerge a grandi profondità usando la propria conchiglia come cassa di immersione. Le camere sigillate (anche se non del tutto, è infatti presente un piccolo foro utilizzato per aumentare o diminuire il galleggiamento aggiungendo o diminuendo gas) sono piene di gas che mantiene una pressione simile a quella atmosferica, qualcosa di simile alle camere di immersione pressurizzate. Negli studi ingegneristici e fluidodinamici fatti per i sommergibili si è osservato che in casse fatte dello stesso materiale e della stessa forma mantengono invariato il carico di rottura a patto che lo spessore delle pareti vari proporzionalmente alle dimensioni della camera.  E se si osserva attentamente lo spessore delle diverse camere della conchiglia del nautilo si nota che lo spessore aumenta proprio in questo modo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 447px"><img title="ammonite" src="http://www.anthropologieenligne.com/images/ammoniteMada.jpg" alt="" width="437" height="276" /><p class="wp-caption-text">Fossili di ammonite</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista evolutivo è anche molto interessante (anche se qui dovrei lasciar scrivere chi ne sa più di me) ed è considerato un <em>fossile vivente</em> in quanto i fossili indicano che negli ultimi 500 milioni di anni questo animale è cambiato molto poco. I suoi adattamenti all&#8217;ambiente, si può quindi pensare, sono stati tali da renderlo un predatore adatto a sopravvivere a molti cambiamenti nell&#8217;ecosistema e nelle sue prede (prevalentemente gamberetti). (In realtà vi sono diversi tipi di nautili, ma sono tutti piuttosto simili, per la tassonomia rimando a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nautilus">wikipedia</a>).</p>
<p style="text-align: right;"><em>Si ringrazia hronir per la tempestiva segnalazione di un errore (grosso)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Turisti nella quarta dimensione</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 16:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Tell me I&#8217;m a tourist in the 4th dimension?&#8221; &#8220;Animal&#8221; &#8211; R.E.M. Vorrei consigliare a tutti questo sito: Dimensions-Math all&#8217;interno del quale potete ordinare un dvd contenente nove piccoli documentari dedicati alla quarta dimensione (che è l&#8217;obiettivo dell&#8217;opera). Sul sito potete anche guardarli o scaricarli (sono rilasciati sotto licenza CreativeCommons) e leggere una guida a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>&#8220;Tell me I&#8217;m a tourist in the 4th dimension?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;">&#8220;Animal&#8221; &#8211; R.E.M.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei consigliare a tutti questo sito: <a href="http://www.dimensions-math.org/Dim_E.htm">Dimensions-Math</a> all&#8217;interno del quale potete ordinare un dvd contenente nove piccoli documentari dedicati alla quarta dimensione (che è l&#8217;obiettivo dell&#8217;opera). Sul sito potete anche guardarli o scaricarli (sono rilasciati sotto licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/">CreativeCommons</a>) e leggere una guida a questi documentari (che sono disponibili anche in Italiano).</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="hopf fibration" src="http://www.redicecreations.com/ul_img/4830hopffibration1.jpg" alt="" width="460" height="318" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli argomenti trattati sono in realtà molti: si passa dalle proiezioni stereografiche della Terra ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solido_platonico">solidi platonici</a>, fino a parlare di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toro_%28geometria%29">tori</a> e <a href="http://csunix1.lvc.edu/~lyons/pubs/hopf_paper_preprint.pdf">fibrazioni di Hopf,</a> senza dimenticare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flatlandia">Flatlandia</a> e le opere di <a href="http://www.mcescher.com/">Escher</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="escher" src="http://ferrucci.files.wordpress.com/2009/10/escher7.jpg" alt="" width="466" height="394" /></p>
<p style="text-align: justify;">Inutile dire che sono una vera miniera di spunti oltre che un piacere per gli occhi vista la qualità delle animazioni. Non aggiungo altro e lascio &#8220;parlare&#8221; questi splendidi video.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">p.s. Non dimenticate di fare un salto a <a href="http://www.dimensions-math.org/Dim_merci_E.htm">questa pagina</a> a vedere chi ha realizzato questi video!</p>
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		<title>Capre, automobili e probabilità</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 12:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rieccomi per scrivere di un problema che in realtà è molto conosciuto e citato quasi ovunque, che però è tutto fuorchè banale. Sto parlando del cosiddetto problema di Monty Hall che rappresenta un classico esempio di come la soluzione ad un problema di probabilità , ma non solo, possa essere controintuitiva. Monty Hall non era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rieccomi per scrivere di un problema che in realtà è molto conosciuto e citato quasi ovunque, che però è tutto fuorchè banale. Sto parlando del cosiddetto <em><a href="http://montyhallproblem.com/">problema di Monty Hall</a> </em> che rappresenta un classico esempio di come la soluzione ad un problema di probabilità , ma non solo, possa essere controintuitiva.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="goat" src="http://www.basalino.it/Immagini/Capra%204.jpg" alt="" width="368" height="247" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thegameshowtemple.com/tribute/hall.htm">Monty Hall</a> non era un matematico, bensì un presentatore televisivo che per 28 anni condusse un programma intitolato<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Let's_Make_a_Deal"> </a><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Let's_Make_a_Deal">Let&#8217;s Make a Deal</a></em> su una televisione americana.  Nel programma era presentato un gioco che permetteva al concorrente di guadagnarsi una bella automobile. Veniva messo davanti a tre porte chiuse: dietro ad una di esse si trovava l&#8217;automobile e dietro alle altre due erano nascoste due capre. Il concorrente non aveva nessuna informazione per scegliere una porta, perciò la scelta era dettata soltanto dal caso: doveva tirare ad indovinare. Fino a questo punto la prova in questione è soltanto di fortuna, ma qui entra in gioco la strategia: dopo la scelta del concorrente il conduttore, Monty Hall, che sapeva cosa si trovava dietro ad ogni porta ne apriva una mostrando sempre che dietro vi era una capra. E chiedeva al concorrente se intendeva cambiare la sua scelta. Forse scritto in questo modo potrà apparire un po&#8217; cervellotico, ma con un esempio si capirà quanto sia semplice il gioco in questione. Denominiamo le porte con A,B e C  e supponiamo di scegliere la porta A. Monty Hall ci rivela che dietro alla porta C si trova una capra e ci chiede se vogliamo cambiare la nostra scelta. Cosa ci conviene fare? E&#8217; più astuto cambiare? O è meglio mantenere la scelta precedente? Oppure è assolutamente uguale?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="marilyn" src="http://palscience.com/wp-content/uploads/2010/03/Marilyn-Vos-Savant.jpg" alt="" width="416" height="254" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo problema non era affatto semplice e scatenò un piccolo &#8220;caso diplomatico&#8221; tra matematici. Uno spettatore del programma, Craig Whitaker, scrisse a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marilyn_vos_Savant">Marilyn vos Savant</a>, che figurava nel Guiness dei Primati come persona con il massimo Q.I. misurato e che curava una rubrica sulla rivista <em>Parade</em>, la seguente lettera:</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Suppose you&#8217;re on a game show, and you&#8217;re given the choice of three doors. Behind one door is a car, behind the others, goats. You pick a door, say #1, and the host, who knows what&#8217;s behind the doors, opens another door, say #3, which has a goat. He says to you, &#8220;Do you want to pick door #2?&#8221; Is it to your advantage to switch your choice of doors?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marilynvossavant.com/articles/gameshow.html">La risposta </a> di Marilyn vos Savant gli suggeriva di cambiare sostenendo che la probabilità di trovare l&#8217;automobile cambiando sarebbe stata pari a 2/3 mentre quella di trovare la capra rimasta sarebbe stata pari soltanto ad 1/3. In poche parole cambiando si avevano il doppio delle probabilità di trovare l&#8217;automobile!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa risposta può lasciarci un po&#8217; perplessi e Marilyn per giustificare intuitivamente suggerisce di immaginare un caso in cui invece di considerare tre porte, ve ne siano invece 1.000.000. Se dopo averne scelta una tra quelle 1.000.000 vedessimo che tutte tranne la 777.777 nascondono una capra, ci verrebbe istintivo cambiare. Il meccanismo, illustra Marilyn, è lo stesso soltanto con numeri differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La spiegazione era molto sintetica, ma corretta e si può dimostrare in diversi modi. Quello più semplice, a mio modo di vedere, consiste nel pensare a cosa potrebbe succedere.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="Monty Hall Problem" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/2b/Paradosso_di_Monty_Hall.gif" alt="" width="389" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;">Immaginiamo ad esempio di aver scelto la porta A: le probabilità di aver indovinato sono 1/3 e quelle di aver sbagliato sono 2/3. A questo punto viene per esempio mostrato che dietro la porta C c&#8217;è una capra. Vi conviene cambiare? Se avete indovinato prima no, ma se nella prima scelta avete sbagliato (che è la cosa più probabile) vi conviene cambiare perchè allora l&#8217;automobile non può che essere dietro la porta B!</p>
<p style="text-align: justify;">Non se questa spiegazione vi abbia convinto, ma nel caso in cui non foste potete fare qualche prova <a href="http://www.nytimes.com/2008/04/08/science/08monty.html">qui</a>. In ogni caso non sentitevi dei marziani se non vi convince perchè Marilyn vos Savant, subito dopo aver pubblicato la sua risposta ricevette un mare di lettere da matematici americani infuriati che sostenevano che avesse sbagliato.  Eccone qualche esempio:</p>
<p style="text-align: center;"><em>I am sure you will receive many letters on this topic from high school and college students. Perhaps you should keep a few addresses for help with future columns.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>W. Robert Smith, Ph.D.<br />
Georgia State University</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>May I suggest that you obtain and refer to a standard textbook on probability before you try to answer a question of this type again?</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Charles Reid, Ph.D.<br />
University of Florida</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>You are the goat!</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Glenn Calkins<br />
Western State College</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono soltanto alcuni esempi di risposte ricevute da Marilyn, ma dopo una sua ulteriore risposta sulla rubrica di Parade in cui spiegava più nei dettagli la <a href="http://www.marilynvossavant.com/articles/gameshow.html">sua soluzione</a> la maggior parte dei suoi oppositori si convinse del fatto che &#8220;sì, conviene cambiare&#8221;. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Erd%C5%91s">Paul Erdős</a>, il più prolifico, scientificamente parlando, dei matematici del &#8217;900 non fu convinto nemmeno da questa spiegazione e si arrese soltanto quando vide che gli esiti delle simulazioni rispecchiavano le previsioni di Marilyn.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà sul problema di Monty Hall ci sarebbe da dire moltissimo, da come possa essere risolto con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Bayes#Applicazione_al_Problema_di_Monty_Hall">teoria di Bayes</a>, alle sue varianti con più porte, fino a una <a href="http://xxx.lanl.gov/abs/quant-ph/0202120">versione quantistica del problema</a> (che forse merita di più di un cenno, ma lo rimando ad un indefinito futuro) e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;invito è sempre lo stesso: se trovati errori protestate, se non è chiaro chiedete e se sapete qualcosa condividete via commento, email o pagina facebook.</p>
<p style="text-align: justify;">p.s.Il problema di Monty Hall è citato molto spesso nel cinema o nella letteratura, ad esempio nel film <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cXqDIFUB7YU">21</a> (anche se la spiegazione fornita non mi sembra proprio perfetta) o nel libro <a href="http://libromania.wordpress.com/2010/01/07/lo-strano-caso-del-cane-ucciso-a-mezzanotte-m-haddon/">&#8220;Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align: right;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La passeggiata dell&#8217;ubriaco&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 14:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo una lunga latitanza, sono qui per consigliare a tutti il libro di Leonard Mlodinow La passeggiata dell&#8217;ubriaco. In realtà al problema del randomwalking non è dedicato moltissimo, e sul randomwalking davvero credo si potrebbero scrivere intere enciclopedie (e magari pure un post, che ne dite?), ma si tratta di una piacevolissima carrellata di informazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo una lunga latitanza, sono qui per consigliare a tutti il libro di <a href="http://www.its.caltech.edu/~len/">Leonard Mlodinow</a> <em>La passeggiata dell&#8217;ubriaco</em>. In realtà al problema del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Random_walk"><em>randomwalking</em></a> non è dedicato moltissimo, e sul randomwalking davvero credo si potrebbero scrivere intere enciclopedie (e magari pure un post, che ne dite?), ma si tratta di una piacevolissima carrellata di informazioni, aneddoti ed esempi in merito alle <em>leggi scientifiche del caso</em>. In poche parole si parla di probabilità, di decisioni e di previsioni e soprattutto  delle trappole logiche che sono tese al nostro cervello che ragionando in modo intuitivo ci fa prendere delle cantonate. Un esempio?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/2002/kahneman-autobio.html">Daniel Kahneman</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amos_Tversky">Amos Tvesky</a>, due psicologi, sottoposero a 88 soggetti il seguente profilo:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Immaginiamo una donna di nome Linda, trentun anni, single, estroversa e molto intelligente, laureata in filosofia. Al college era molto interessata ai temi della discriminazione e della giustizia sociale, e ha partecipato a manifestazioni contro il nucleare. &#8220;</em></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto i due scienziati chiesero a tutti di valutare una serie di affermazioni dando loro un voto tra 1 e 8 in base alla loro probabilità dove 1 rappresenta la certezza e 8 la certezza che non sia vero. Ed ecco i risultati:</p>
<ul>
<li><em>Linda è attiva nel movimento femminista &#8211; 2,1</em></li>
<li><em>Linda opera nei servizi sociali psichiatrici &#8211; 3,1</em></li>
<li><em>Linda lavora in una libreria e prende lezioni di yoga &#8211; 3,3</em></li>
<li><em>Linda fa l&#8217;impiegata di banca ed è attiva nel movimento femminista- 4,1</em></li>
<li><em>Linda insegna in una scuola elementare &#8211; 5,2</em></li>
<li><em>Linda è iscritta alla Lega delle donne elettrici &#8211; 5,4</em></li>
<li><em>Linda fa l&#8217;impiegata in banca &#8211; 6,2</em></li>
<li><em>Linda fa l&#8217;assicuratrice &#8211; 6,4&#8243;</em></li>
</ul>
<p>A questo punto è interessante isolare tre di queste affermazioni:</p>
<ul>
<li><em>Linda è attiva nel movimento femminista &#8211; 2,1</em></li>
<li><em>Linda fa l&#8217;impiegata di banca ed è attiva nel movimento femminista &#8211; 4,1</em></li>
<li><em>Linda fa l&#8217;impiegata in banca &#8211; 6,2</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è qualcosa di strano? Un matematico direbbe che i punteggi sono quantomeno sospetti. Infatti la terza affermazione <em>include </em>anche la seconda però è meno probabile! Tutto ciò è assurdo: infatti nell&#8217;insieme delle impiegate di banca c&#8217;è un sottoinsieme  che raccoglie le impiegate di banca attive nel movimento femminista. Kanheman e Tvesky riproposero questo esperimento più volte e lo affinarono ulteriormente. Una delle versioni è particolarmente interessante: i soggetti in questo caso erano 36 laureati a cui era stato esplicitamente detto di tenere conto, durante la scelta, della prima legge della probabilità che afferma , per l&#8217;appunto, che  <em>la probabilità che due eventi accadano non può mai essere maggiore della probabilità che ciascun evento accada separatamente</em>. Eppure la maggioranza degli intervistati continuò a rispondere in modo analogo.</p>
<p style="text-align: justify;">E questo è soltanto un esempio: negli anni &#8217;60 un&#8217;altra <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Monty_Hall_problem">trappola</a> mise in crisi la comunità matematica degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro troverete molti di questi esempi , condenditi con un po&#8217; di storia e folclore matematico, proposti come sfide al lettore, e ciò rende la lettura molto godibile, a patto che si abbia già masticato un po&#8217; di probabilità (ma proprio poca).  Curiosando sul web ho infatti trovato pareri di lettori che trovavano certi &#8220;salti&#8221; del testo piuttosto ostici e in effetti a volte conviene approfondire un po&#8217; per poter capire veramente alcuni discorsi. Tuttavia questo libro ha il pregio di dare una panoramica abbastanza ampia e di fornire tanti spunti di riflessione e non è da poco. E&#8217; inoltre veramente una lettura piacevole, perciò lo consiglio a tutti!</p>
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		<title>Supponiamo, per esempio&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 14:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Supponiamo, per esempio, un mondo racchiuso in una grande sfera e soggetto alle seguenti leggi: la temperatura non è uniforme, ma è massima al centro e diminuisce gradualmente man mano che ci si allontana, per raggiungere lo zero assoluto in corrispondenza della sfera da cui il mondo è racchiuso. La legge di questa temperatura è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Supponiamo, per esempio, un mondo racchiuso in una grande sfera e soggetto alle seguenti leggi: la temperatura non è uniforme, ma è massima al centro e diminuisce gradualmente man mano che ci si allontana, per raggiungere lo zero assoluto in corrispondenza della sfera da cui il mondo è racchiuso. La legge di questa temperatura è la seguente: sia R il raggio della sfera limite e r la distanza del punto considerato dal centro: la temperatura assoluta sarà allora proporzionale a </em></p>
<p style="text-align:center;"><em> </em><img class="size-medium wp-image-277 aligncenter" title="Immagine" src="http://bottigliedileida.files.wordpress.com/2009/07/immagine.jpg?w=300" alt="Immagine" width="54" height="43" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Inoltre,  supponiamo che in questo mondo tutti i corpi abbiano il medesimo coefficiente di dilatazione, così che la lunghezza di un regolo qualunque sia direttamente proporzionale alla sua temperatura assoluta. Infine, supponiamo che un corpo trasportato da un punto ad un altro punto di temperatura differente entri immediatamente in equilibrio termico con il suo nuovo ambiente. In queste ipotesi non c&#8217;è nulla di contraddittorio o inconcepibile. Un oggetto in movimento diventerà allora progressivamente più piccolo a mano a mano che si avvicinerà alla sfera limite.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-279" title="Escher - Da Circle" src="http://bottigliedileida.files.wordpress.com/2009/07/escher-da-circle1.jpg?w=300" alt="Escher - Da Circle" width="300" height="300" /></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em> Osserviamo, anzitutto, che anche se dal punto di vista della nostra geometria abituale questo mondo è finito, ai suoi abitanti esso apparirà infinito.  Mano a mano che essi si avvicineranno alla sfera limite, essi diventeranno progressivamente più freddi e più piccoli. I loro passi saranno quindi sempre più corti, così che non potranno mai raggiungere la sfera limite.  Se per noi la geometria è lo studio delle leggi secondo le quali si muovono i solidi invarianti, per questi esseri immaginari sarà lo studio delle leggi secondo le quali si muovono i solidi deformati dalle diferenze di temperatura di cui abbiamo parlato.&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">H. Poincaré &#8211; &#8220;La scienza e l&#8217;ipotesi&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Per saperne di più: molti scritti di Poincaré in lingua originale sono disponibili <a href="http://www.univ-nancy2.fr/poincare/bhp/">qui </a>,  molte opere di Escher si possono trovare <a href="http://www.worldofescher.com/gallery/">qui</a>, questa citazione mi è stata suggerita dal libro &#8220;La congettura di Poincaré&#8221; di Donal O&#8217;Shea.</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Sherlock Holmes matematici: il profiling geografico.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 12:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
				<category><![CDATA[lente di barlow]]></category>
		<category><![CDATA[criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[profiling geografico]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse vi sarà capitato di intravedere (o di guardare con avido interesse) qualche episodio di serie poliziesche come Numb3rs (del quale credo che riparlerò ancora) o Law and Order nelle quali (in ogni puntata della prima e in qualcuna della seconda) si vedono mappe colorate appese alle pareti sulle quali vengono rappresentate con colori diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Forse vi sarà capitato di intravedere (o di guardare con avido interesse) qualche episodio di serie poliziesche come <em>Numb3rs</em> (del quale credo che riparlerò ancora) o <em>Law and Order</em> nelle quali (in ogni puntata della prima e in qualcuna della seconda) si vedono mappe colorate appese alle pareti sulle quali vengono rappresentate con colori diversi le zone nelle quali ci sono diverse probabilità che risieda l&#8217;assassino.</p>
<p style="text-align:justify;">La prima domanda che sorge spontanea è <em>&#8220;si tratta di fantascienza? </em>La risposta è semplicemente no.  Negli anni &#8217;80 l&#8217;agente canadese Kim Rossmo  che coltivava parallelamente al suo lavoro l&#8217;interesse per la matematica utilizzò le sue conoscenze in questa disciplina e le sue modellizzazioni come strumento di investigazione. Riesaminando vecchi casi di killer o stupratori seriali costruì una formula, detta appunto <em>formula di Rossmo</em>, che esaminerò in seguito,  la quale permette di associare, una volta inseriti i parametri del caso, ad ogni punto di una mappa la probabilità che tale punto sia una base (residenza, luogo di lavoro) del criminale (a patto chiaramente che si tratti di un criminale di tipo seriale). Qualche tempo dopo sfruttando tale formula Rossmo costruì un programma <em>Rigel</em> che costruiva le mappe del quale oggi il creatore di occupa, aggiornandolo e insegnandone il funzionamento.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" title="geographical profiling" src="http://www.gearcrave.com/wp-content/uploads/2009/02/geoprofiling.jpg" alt="" width="469" height="324" /></p>
<p style="text-align:justify;">La domanda sorge spontanea: <em>funziona?</em> Rossmo risolse con il metodo del profiling geografico qualche caso in Canada e divenne famosissimo per aver scoperto uno stupratore a Lafayette, in Lousiana, che per più di dieci anni aveva molestato molte donne della città.  Il caso, denominato <em>South Side Rapist,</em> creò molti problemi alla polizia locale che si rivolse a Rossmo che riuscì a circoscrivere la zona di residenza del malvivente, all&#8217;interno della quale venne prelevato il DNA di tutti gli uomini residenti (e dopo un primo buco nell&#8217;acqua anche agli ex-residenti) permettendo di identificare l&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci tengo a precisare che questo metodo funziona soltanto se adottato nei casi di killer seriali con una base fissa. Accadde infatti che si tentò di applicarlo al caso di un cecchino (si scoprì poi che erano due)  denominato <em>Beltway Sniper </em>che non aveva(no) una base fissa. Il risultato ovviamente fu un insuccesso.</p>
<p style="text-align:justify;">Come mai? Su che cosa si basa il <em>profiling </em>geografico? Come suggerisce il nome, che ricorda il <em>profiling psicologico</em>, già utilizzato in criminologia, si tratta di definire quali aree urbane siano con più probabilità la sede del killer. Non si tratta pertanto di prevedere dove e come il criminale agirà , perchè questo è molto complicato: dipende da molte, troppe variabili, molte delle quali non sono note.  Kim Rossmo spiegò il funzionamento del suo metodo con un esempio (ripreso nella prima puntata della prima serie di <em>Numb3rs</em>) molto chiaro. Si immagini uno spruzzatore da giardino (di quelli che ruotano per esempio): è praticamente impossibile prevedere dove cadrà la prossima goccia perchè in gioco vi sono troppe variabili (velocità di rotazione dello spruzzatore, direzione e velocità del vento, eventuale presenza di ostacoli&#8230;). Tuttavia è possibile anche non vedendo la locazione dello spruzzatore data una serie di punti dove sono atterrate le gocce calcolarne la posizione. Il principio utilizzato è lo stesso con opportune variazioni: si tiene conto di alcune informazioni note dalla criminologia (ad esempio la tendenza dei seria killer a colpire vicino alla loro base, ma non troppo vicino salvaguardando una specia di <em>zona franca</em>) , del fatto che le sedi possono essere più di una e della naturale tendenza umana a creare schemi anche quando tenta di comportarsi in modo casuale.</p>
<p style="text-align:justify;">Su quest&#8217;ultimo punto vorrei insistere particolarmente: sono stati fatti una serie di studi chiedendo a gruppi di volontari di scrivere numeri casuali su un foglio e parallelamente  ad altri volontari veniva chiesto di scegliere in numeri da scrivere tirando dei dadi. Ebbene nonostante gli sforzi dei primi si rivelò facilissimo distinguere gli elenchi veramente casuali. Questo perchè gli elenchi del primo gruppo non presentavano quasi mai la concentrazione di numeri vicini, cosa invece casualmente può accadere! Analogamente chiedendo a delle persone di disporsi in una stanza casualmente esse tenderanno a disporsi all&#8217;incirca tutti alla stessa distanza l&#8217;una dall&#8217;altra (non vale chiederlo dentro un&#8217;università di matematica).</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto questo è espresso dalla <em>formula di Rossmo:</em></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<div id="attachment_184" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><em><em><img class="size-medium wp-image-184" title="rossmo" src="http://bottigliedileida.files.wordpress.com/2009/03/rossmo.jpg?w=300" alt="Formula di Rossmo" width="300" height="62" /></em></em><p class="wp-caption-text">Formula di Rossmo</p></div>
<p>Si può osservare anzitutto che a sinistra dell&#8217;uguale troviamo la probabilità di un punto appartenente ad una mappa alle coordinate <em>ij</em> di essere una sede del killer (<em>i </em>e <em>j </em>si usano in generale in matematica come indici per rappresentare la riga e la colonna). A destra vi è una costante <em>k </em>moltiplicata per una sommatoria da 1 a <em>c</em> (che indica il numero dei casi noti): in altre parole si sommano tanti termini quanti sono i casi precedenti. Ogni termine è a sua volta composto da due termini: il primo presenta una distanza a denominatore elevata ad un <em>f </em>da noi scelto in base ai parametri del caso e a numeratore una funzione indicata con la lettera greca <em>phi</em> che rappresenta una funzione peso per dare più peso ad un termine (il primo o il secondo) o all&#8217;altro (il secondo o il primo rispettivamente). Questo termine rappresenta il decrescere della probabilità all&#8217;aumentare della distanza e può ricordare alcune leggi fisiche come la <em>legge di gravitazione universale </em>o la <em>legge di Coulomb</em> anche se in questo caso la potenza non è necessariamente <em>f =</em> 2. Il secondo termine può sembrare più strano: a denominatore si sottrae la distanza da una costante <em>B</em> (un altro parametro che va inserito a seconda del tipo di indagine) e a numeratore compare, sottratta però, di nuovo la funzione peso. Questo secondo termine rende conto della presenza della <em>zona cuscinetto</em>, le cui dimensioni sono rappresentate tramite il parametro <em>B</em>.</p>
<p>Si può osservare chiaramente quali siano le restrizioni legate all&#8217;utilizzo di questa formula e quanti parametri si debbano stimare per utilizzarla. Un discorso analogo si deve fare per il software <em>Rigel</em>. Tuttavia in molti casi si sono rivelati strumenti utili per aiutare le forze di polizia e piano piano stanno trovando anche altre applicazioni.</p>
<p>Per chi fosse interessato e volesse saperne di più posso consigliare di guardare la prima puntata di <em>Numb3rs</em> la cui vicenda è molto, ma molto simile a quella di Kim Rossmo, da cui è ispirata, e di fare una capatina su <a href="http://numb3rs.wolfram.com/518/">Numb3rs.Wolfram</a> e su <a href="http://www.popsci.com/scitech/article/2003-03/hound-data-points?page=6">PopSci</a>, oltre alla lettura di <a href="http://www.ibs.it/code/9788830424951/devlin-keith/matematico-detective-come"><em>&#8220;Il matematico e il detective&#8221;</em></a> di<a href="http://www.stanford.edu/~kdevlin/"> Keith Devlin</a> e Gary Lorden. Consiglio inoltre di visitare il sito web del<a href="http://www.txstate.edu/gii/index.html"> Center for Geospatial Intelligence and Investigation</a>.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
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		<title>&quot;Il disordine perfetto&quot; di Marcus du Sautoy</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 19:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
				<category><![CDATA[gluone blu]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[teoria dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi scrive come tanti altri è stata attratta da questo libro dopo l&#8217;illustre precedente dell&#8217;autore. Più che una recensione coerente quello che state leggendo è un insieme di impressioni, una macchia di idee in disordine (non un disordine perfetto, però). La prima cosa che si nota è che il libro è strutturato in 12 capitoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Chi scrive come tanti altri è stata attratta da questo libro dopo l&#8217;<a href="http://www.ibs.it/code/9788817008433/du-sautoy-marcus/enigma-dei-numeri.html">illustre precedente</a> dell&#8217;<a href="http://people.maths.ox.ac.uk/~dusautoy/">autore</a>. Più che una recensione coerente quello che state leggendo è un insieme di impressioni, una macchia di idee in disordine (non un disordine perfetto, però).</p>
<p style="text-align:justify;">La prima cosa che si nota è che il libro è strutturato in 12 capitoli ognuno &#8220;ambientato&#8221; in un mese dell&#8217;anno differente (cominciando da Agosto) e spesso in luoghi diversi (caratteristica che verrà sicuramente apprezzata da chi ama viaggiare o semplicemente scoprire la matematica ovunque) dove l&#8217;autore, spesso accompagnato dal figlio, trova la simmetria, argomento centrale del saggio, nei posti più disparati.<br />
Nei dodici mesi assistiamo da un lato alle vicende matematiche e personali dell&#8217;autore dall&#8217;altro allo sviluppo del saggio che parte dalla nozione intuitiva di simmetria fino ad arrivare alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_gruppi">teoria dei gruppi</a> raggiungendo infine gli ultimi sviluppi (il famoso <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Monster_group">Mostro</a>).<br />
Tutto questo è mescolato alle vicende biografiche dei grandi matematici che si sono occupati del problema, fra tutti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galois">Galois</a> la cui vita si presta bene a romanzi e aneddoti, e in questo devo ammettere il libro è un po&#8217; simile a <a href="http://www.ibs.it/code/9788817013482/livio-mario/equazione-impossibile-come.html">&#8220;L&#8217;equazione impossibile&#8221;</a> di Mario Livio. Non è però una pecca, perchè moltissimi libri divulgativi di matematica sono, un po&#8217; per forza di cose strutturati così. In questo caso si nota in modo evidente perchè anche l&#8217;altro libro finisce per parlare della teoria dei gruppi.</p>
<p style="text-align:justify;">Il livello di matematica di questo saggio non è altissimo, ma richiede comunque una certa dimestichezza con gli argomenti, o perlomeno una sana voglia di concentrarsi.<br />
Pertanto credo che sia un libro in generale per persone interessate alla matematica, penso che non lo userei per convincere qualcuno che normalmente odia la matematica a dedicarvisi.<br />
Bisogna anche dire che si tratta di un saggio divulgativo perciò non ci si deve nemmeno, per contro, aspettare dimostrazioni e rigore: non è quello che l&#8217;autore vuole e non lo si troverà.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è però comune che un ricercatore, un matematico in particolare, dedichi spazio a spiegare cosa fa, a descrivere di cosa si occupa. Come l&#8217;autore stesso evidenzia abbiamo tutti una vaga idea di cosa faccia un biologo (o perlomeno pensiamo di averla) o un astrofisico, ma al di fuori dell&#8217;ambito scientifico sapere di cosa si occupa un matematico è raro.<br />
Trovo quindi molto importante che du Sautoy provi a descrivere, per quanto difficile sia, le sue ricerche ai profani (anche se non mi è parso di capire con precisione tutto,ma credo sia normale).</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo queste idee confuse (che giustifico con il titolo del libro) penso di poter dire che si tratta di un buon libro, di un discreto esempio di divulgazione matematica (anche se fatico a metterlo all&#8217;altezza del libro precedente dell&#8217;autore) contenente ottime idee. Si colloca un pochino a metà tra i libri divulgativi di base, che possono anche risultare noiosi una volta che se ne sono letti tanti, e tra i testi più specialistici.<br />
Per l&#8217;argomento trattato merita di essere letto, ma non si è dimostrato, secondo chi scrive, all&#8217;altezza del predecessore.</p>
<p style="text-align:justify;">a.d.p.</p>
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