fisiologia

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L’argomento di questo post mi è venuto sfogliando il libro di fisiologia…vi siete mai chiesti come mai non possiamo bere acqua di mare? E’ per un motivo di osmosi.
L’acqua di mare è molto più concentrata dei nostri fluidi corporei, per tanto se noi la beviamo, provocheremo un drammatico aumento dell’osmolarità del plasma (in quanto l’acqua viene assorbita soprattutto dal circolo sanguigno). Per riequlibrare la concentrazione plasmatica, il nostro organismo cerca di produrre urine più concentrate, attraverso la secrezione dell‘ADH (ormone anti diuretico). Tuttavia, i nostri reni hanno un limite, e questo limite è dato dal fatto che, sempre per una questione di osmosi, se nei reni l’urina che si produce è troppo concentrata rispetto all’ambiente circostante, avverrà uno spostamento di acqua dall’ambiente circostante verso l’urina, per riequilibrare. Tale volume d’acqua viene definito perdita d’acqua obbligatoria. Dove sta però il problema? Le urine che si formerebbero sarebberò così concentrate, che la perdita d’acqua obbligatoria sarebbe superiore al volume di acqua di mare che abbiamo bevuto. Quindi alla fine al posto di guadagnare liquidi, ne perdiamo.

basta fare un esempio:

Secondo il libro, l’acqua di mare ha una concentrazione di 2400 mOsm (milliosmolare), e sempre secondo il libro, il plasma ha una concentrazione otto volte inferiore, circa 300 mOsm.
Assumiamo di bere un litro di acqua di mare, la concentrazione del plasma aumenterebbe di moltissimo. Come abbiamo detto, viene secreto l’ADH, e nei reni, per riportare alla normalità la situazione, viene riassorbita una grande quantità d’acqua e contemporaneamente si cerca di eliminare il quantitivo di soluti in eccesso (approssimativamente 2400 mOsm).
La concentrazione massima di urine che i nostri reni possono produrre (per il motivo che abbiamo detto prima, c’è una concentrazione massima di urine oltre la quale i nostri reni perdono acqua, anzichè trattenerla) è 1400mOsm. Poichè le urine prodotte avrebbero una concentrazione pari appunto a 2400 mOsm, avviene una perdita d’acqua per riportarle a 1400mOsm. Questoaperdita equivale ad un volume di acqua di circa 1.7 litri (2400 mOsm/1400 mOsm= 1.7 l), ovvero 0.7 litri in più a quanto bevuto in partenza.

Ci sono animali in grado di produrre urine molto più concentrate di noi esseri umani, soprattutto quelli che vivono in ambienti aridi, e pertanto loro potrebbero abbeverarsi con l’acqua di mare, cosa che non escludo che facciano.

Come sempre, le domande e le eventuali correzioni, sono ben accette se non d’obbligo

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Il titolo non è meraviglioso? Eh eh.. l’argomento lo sarà ancora di più… fidatevi (no..non fatelo).
Sapevate che l’intolleranza alimentare è cosa diversa dall’allergia alimentare? Per intolleranza si intende la mancanza di uno o più enzimi, e quindi la mancata digestione di un alimento. Per allergia alimentare invece si intende lo scatenarsi di una vera e propria risposta immunitaria nei confronti di una o più molecole. Spesso si tendono a confondere i due fenomeni, quando invece hanno nature completamente diverse.
Ad esempio, coloro che non possono bere latte o mangiarne i derivati, perchè sono soggetti a spasmi e crampi addominali (molto, molto dolorosi), diarree e chi più ne ha più ne metta, sono intolleranti al lattosio. Questo perchè nel loro intestino il lattosio non viene digerito. Il lattosio è un disaccaride, ovvero una molecola formata da due zuccheri semplici: il glucosio e il galattosio; normalmente viene digerito dalla lattasi nel nostro intestino tenue, la quale scinde il disaccaride nelle sue due componenti. il Glucosio e il Galattosio possono così essere assorbiti dall’intestino, mentre il lattosio intero non viene assorbito. Negli intolleranti manca la lattasi, in questo modo il lattosio resta indigerito, e questo causa due eventi:

1) Essendo il lattosio presente nel chimo, ne aumenterà la pressione osmotica, e questo impedirà il  riassorbimento di acqua da parte dell’epitelio intestinale. Questo causa la diarrea.

2) Il lattosio viene fermentato dalla flora intestinale, causando la produzione di CO2 che provoca lo stiramento della parete intestinale, causando gli spasmi e i crampi addominali, nonchè la flatulenza.

Quando invece è coinvolto il sistema immunitario abbiamo le reazioni di ipersensibilità, ovvero una reazione immunitaria  smodata, dovuta ad un’ipersensibilità nei confronti di un antigene. Solitamente queste reazioni fanno capo all’ingestione di una o più molecole immunogeniche, in grado cioè di sviluppare una risposta immunitaria. La stragrande maggioranza di molecole immunogeniche è di natura peptidica.

esistono due grossi tipi di  reazioni di ipersensibilità alimentari: a reazione immediata e a reazione ritardata. Le prime manifestano i sintomi immediatamente, con orticaria, vomito, difficoltà respiratorie, edemi e nei casi più gravi Shock Anafilattico. Questo tipo di allergia è simile in tutto e per tutto alle comuni allergie al polline, alla forfora del gatto, ala polvere ecc… e si basano su una sovraproduzione di IgE oppure IgA. Le seconde invece sono delle ipersensibilità di tipo ritardato, e manifestano i propri sintomi dopo un certo periodo di tempo. I sintomi sono meno specifici, e più difficili da riconoscere; per questo molte persone non sanno di avere. problemi di questo tipo Possono essere mal di testa, stanchezza, dolore.. come vedete nulla di così particolare da far presupporre una ipersensibilità. Non sono mediate da Ig, ma da Linfociti T, immunocomplessi ecc. Un esempio é quello della celiachia, una patologia dovuta ad una ipersensibilità al glutine.

Come sempre se avete domande, correzioni, aggiunte da fare, scrivetelo nei commenti!!

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Durante il corso di fisiologia di quest’anno, che si è rivelato essere tra i più belli ed interessanti, mi ha colpito molto un aneddoto (abbastanza famoso a detta del mio professore, ma a me sconosciuto prima) riguardante la vicenda di un certo Phineas Gage.

Nel 1848 , durante dei lavori per una linea ferroviaria, un ragazzo di 25 anni, chiamato appunto Phineas Gage, fu vittima di un incidente sul lavoro molto serio (quant’è attuale questo epselon, ma lasciamo perdere): per un errore, durante una detonazione, una sbarra metallica gli si conficcò nello zigomo sinistro e fuoriuscì dalla parte opposta del cranio, danneggiando, come certo potrete immaginare, il cervello di quest’uomo.
Portato in ospedale, restò in bilico tra la vita e la morte per molto tempo, ma alla fine si rimise in sesto, soltanto che era un’altra persona; prima dell’incidente si diceva che fosse una persona gentile, educata, e calma, dopo l’incidente divenne una persona irascibile, volgare e litigiosa all’inverosimile: aveva subito dei mutamenti di personalità. Morì dodici anni dopo l’incidente.

Ora, quell’incidente aveva asportato una buona parte dei lobi frontali (la parte anteriore, per capirci) del cervello di Phineas, e da quel che si sa al giorno d’oggi, quelle aree sono molto importanti per la repressione dei comportamenti più irrazionali e bestiali provenienti dal sistema limbico.
L’esperienza di quel poveretto ha fatto luce su molti aspetti del comportamento umano. Quello che è in pratica noto è che il nostro cervello possiede delle aree che controllano in maniera più o meno specifica diversi aspetti della nostra vita: il comportamento, i movimenti, la memoria, la razionalità, l’apprendimento.

Episodi come questi, e numerosi esperimenti di lobotomia, pur nella loro tragicità, hanno reso possibile lo studio di questa organizzazione topografica del nostro cervello.

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