dimensioni extra

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Pochi giorni fa (al momento in cui scrivo è ieri, ma non so quando riuscirò a pubblicare) è stato attivato il nuovo acceleratore di particelle LHC al Cern di Ginevra, la Mecca europea della fisica delle particelle. Un mare di euro spesi, il sacrificio del LEP, ore e ore di ricercatori di tutto il mondo usate per progettare e costruire la nuova macchina… Ma per fare cosa?
Questo libro, uscito nel 2005 (e in Italia nel 2006), cita spesso il progetto dell’ LHC come l’acceleratore i cui esperimenti decideranno tra le diverse teorie esposte nelle sue pagine.
Forse però è meglio iniziare dal principio: il sottotitolo dell’opera è I misteri delle dimensioni nascoste dell’Universo e proprio da esse parte per alle stesse arrivare la giovane autrice.
Comincia dalla domanda di tutti: che cos’è una dimensione? Parafrasando (probabilmente in modo scorretto) dopo questa lettura direi brevemente che le dimensioni sono i parametri che dobbiamo dare per precisare la posizione di un punto nello spazio (e ne abbiamo 3, o almeno così pare) e nel tempo. L’opera nel suo insieme inizia così trasportando il lettore in un viaggio attraverso le idee di base utilizzate in questo campo, la relatività, la meccanica quantistica e l’avventura del Modello Standard fino alle più recenti, e meno conosciute, Supersimmetria, Teoria delle Stringhe e le diverse teorie che presuppongono l’esistenza delle brane. Interessante è vedere perché siano nate tutte queste teorie (mi riferisco soprattutto alle ultime visto che la relatività e la meccanica quantistica sono ormai quasi “assodate e acquisite” e lo stesso credo si potrà dire a breve del Modello Standard): nel libro viene spiegato nei dettagli il motivo di esistenza delle teorie citate, ma credo che potrebbe riassumersi in breve nella domanda perché la forza di gravità è così debole, mentre le altre forze fondamentali sono così forti?
Già, la forza di gravità, quella che conosciamo e sperimentiamo tutti ogni giorni presenta ancora così tanti misteri! E Lisa Randall racconta egregiamente la ricerca della soluzione con l’entusiasmo di chi è coinvolto sinceramente nell’avventura. Proprio quest’entusiasmo le ha permesso di scrivere “un libro che rendesse partecipe il lettore del senso di eccitazione che mi dà il mio lavoro, evitando però che ciò avvenisse a discapito delle idee scientifiche”, come lei stessa si propone.
Il risultato? Un libro eccezionale , uno dei pochi a descrivere in modo comprensibile a tutti la fisica contemporanea. Non mi resta quindi che consigliarlo a tutti e che augurare a tutti i ricercatori coinvolti un grande in bocca al lupo per i risultati degli esperimenti dell’LHC!

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“Pensare alle brane vi fa prendere coscienza di quanto poco sappiamo sullo spazio che abitiamo. L’Universo potrebbe essere una magnifica composizione che connette brane intermittenti. Anche se conoscessimo tutti gli ingredienti di base, in un multiverso caratterizzato dalla presenza di più brane, la geometria dello spazio potrebbe essere ripensata secondo nuovi ed esotici scenari; si apre inoltre la possibilità di concepire mille modalità diverse con cui le particelle – quelle note e quelle ancora sconosciute – potrebbero distribuirsi fra le brane. Un solo mazzo di carte può produrre molte differenti mani del gioco. Le possibilità sono numerosissime.

Le altre brane potrebbero essere parallele alle nostre e potrebbero ospitare mondi paralleli. Si aggiunga che potrebbero esistere molti altri tipi di mondi di brane. Le brane potrebbero intersecarsi e le particelle potrebbero essere intrappolate nelle intersezioni. Le brane potrebbero avere differenti dimensionalità. Potrebbero incurvarsi. Potrebbero spostarsi. Potrebbero avvolgersi intorno a dimensioni invisibili e non viste.Lasciate correre la vostra immaginazione e fatevi il quadro che vi piace, quale che esso sia. Quello che immaginate potrebbe esistere da qualche parte nel cosmo.”

- Lisa Randall “Passaggi Curvi”

a.d.p.

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