Dedicato alle donne
che ci hanno trasmesso
i loro mitocondri
Con questa singolare ma incisiva (a mio avviso stupenda) dedica si apre il libro “Chi siamo” di Luca e Francesco Cavalli-Sforza, il primo è docente di genetica all’università di Stanford, uno tra i massimi esperti di genetica ed evoluzione delle popolazioni umane! Il secondo è il figlio, e lavora come regista.
Questo saggio oltre ad essere interessantissimo, offre un’interessante prospettiva sulla nostra storia e sulla nostra evoluzione, non solo biologica. L’autore inizia raccontando le sue esperienze con le popolazioni pigmee nelle foreste africane. Ci descrive un popolo che davvero vive come avrebbero potuto vivere le popolazioni di alcune migliaia di anni fa. Sono un popolo nomade, cacciatore e raccoglitore. Ci racconta delle loro usanze, dei loro costumi, e non con l’occhio del tipico Europeo-occidentale, ma con l’occhio di una persona che è rimasta considerevolmente stupita di quante cose si possano imparare da questi popoli. I pigmei, infatti, hanno profondissime conoscenze della natura circostante: sanno usare come medicamenti moltissime piante che farebbero gola alle industrie farmaceutiche, sono degli espertissimi etologi, e sono molto astuti e il tasso di omicidi tra di loro è bassissimo. Ci parla anche dei problemi che queste tribù hanno avuto e hanno con il rapportarsi con il mondo esterno.
Da questa rampa di lancio ci si inoltra nella storia dell’evoluzione umana, dai nostri più antichi progenitori, attraverso le popolazioni che si sono succedute col passare dei millenni, fino ad arrivare a noi. Quella che è stata davvero una sorpresa e che in questo discorso non si prende in considerazione solo l’evoluzione biologica, che già da sola, perdonate questo mio intervento, sarebbe stata interessante, ma l’autore con molta disinvoltura si destreggia tra la biologia, la genetica, l’archeologia, l’antropologia e dulcis in fundo anche la linguistica. Detto così sembra che sia un mattone indigeribile ed incomprensibile, ma sembra addirittura scontato dire che non è così; questo libro è rivolto a tutti, sia a chi sa cosa e quali sono le leggi di Mendel, sia a chi, invece, non ne ha mai sentito parlare.
Infine c’è una parte dedicata alla razza e al razzismo, e beh, sembra scontato dire che parlare di razze umane non ha senso, perchè le differenze genetiche sono davvero, davvero minime, ma purtroppo i fatti mostrano che così scontato e risaputo non è. E questo, oltre che triste, è anche, permettetemelo, squallido. Tanto per fare un esempio, tratto dal libro ovviamente, l’autore ci dice che in America diversi anni fa due emeriti scienziati, in base ai cosiddetti test di intelligenza, o del QI si sono messi a proclamare la superiorità genetica dei bianchi sui neri (uno dei tanti episodi in cui essere scienziati e anche premi nobel a volte vuol dire meno che avere la quinta elementare). Ebbene, quando le stesse prove furono effettuate tra bianchi americani e giapponesi, e questi ultimi hanno a dir poco surclassato i poveri, piccoli americani, chissà come mai nessuno, e dico nessuno, ha detto che era per motivi genetici, ma hanno iniziato a dire che era colpa del sistema educativo americano, e che quei test non misuravano davvero l’intelligenza. Ecco. Non commento ulteriormente.
Consiglio davvero agli interessati di leggere questo libro perchè, credetemi, ne vale davvero la pena!