Di certo non parlo di un argomento nuovo od innovativo, ma state pur sicuri, e lo capirete leggendo l’articolo, che si tratta di un pilastro della biologia cellulare e molecolare in cui si continua a fare moltissima ricerca. È estremamente interessante, secondo me, anche per chi non studia direttamente queste cose ma ha comunque un interesse. Direi di procedere, anche perché è un argomento estremamente esteso quello dei recettori e dei loro ligandi.
Al giorno d’oggi, per comunicare con persone lontane da noi ci basta collegarci ad internet e connetterci a Skype o a Messenger, in questo modo le informazioni passano dal mittente al destinatario o ai destinatari ad una velocità elevatissima, linea ADSL permettendo. Possiamo anche però comunicare a voce, anche se ovviamente a distanze decisamente più ravvicinate. La nostra civiltà è basata sulle telecomunicazioni, pensate cosa accadrebbe se improvvisamente non potessimo più comunicare. Una catastrofe. Bene, Mutatis Mutandis possiamo fare le stesse considerazioni sugli organismi viventi, in particolar modo quelli pluricellulari. Perché non credo di sorprendervi quando vi dico che i sistemi cellulari tra loro comunicano. Bene cerchiamo di capire come e perché.La comunicazione è fondamentale in un organismo complesso; fondamentale perché serve per coordinare tutte le funzioni in modo da garantire l’omeostasi. Gli organismi animali hanno sviluppato diversi modi per rendere possibile questa comunicazione interna, questa sorta di Intranet. E’ nota a tutti, ad esempio, la comunicazione nervosa, su cui non intendo tanto soffermarmi, ma che merita due parole. La comunicazione nervosa è una comunicazione a metà strada tra la comunicazione a distanza e quella ravvicinata. È a distanza perché molto spesso riguarda elementi posti a grande distanza tra di loro, ad esempio il neurone motore il cui corpo cellulare è situato nel midollo spinale e la fibra muscolare del dito mignolo della mano sinistra. Ma è anche ravvicinata perché la cellula nervosa raggiunge tramite l’assone il suo obiettivo. E’ una comunicazione che si esplica in due fasi, una prima fase in cui viene generato un impulso nervoso, ovvero un segnale elettrico, che viaggia lungo l’assone ad una data velocità, che dipenderà dal diametro dell’assone e dalla sua mielinizzazione, e da una fase chimica in cui viene rilasciato il neurotrasmettitore (acetilcolina in questo caso). E’ proprio in questa fase che l’informazione passa dal mittente al destinatario, il quale deve essere in grado di riceverla, elaborarla e comportarsi di conseguenza. Chiedo scusa sin da ora se in queste mie parole sembra esserci un certo intenzionalismo. Non è così. Ovviamente stiamo parlando di elementi privi di coscienza che fanno tutto automaticamente. La fibra muscolare non sa di stare ricevendo un’informazione, non sa di elaborarla. Tutto avviene come in una cascata. Questo spero sia chiaro.
Oltre alla nervosa, abbiamo altri tipi di comunicazioni, quelle a breve distanza che prendono il nome di comunicazione paracrina ed autocrina e quelle a lunga distanza che prendono il nome di comunicazione endocrina (da non confondere, per chi studia biologia, con i meccanismi di secrezione ghiandolare: merocrina, apocrina ed olocrina).
I primi due sono meccanismi identici, ma mentre nel primo caso i destinatari sono cellule negli immediati paraggi, nel secondo caso il destinatario è la cellula stessa che emette il segnale. Sono entrambi metodi che non utilizzano il circolo sanguigno sistemico come mezzo di trasporto dell’informazione, ma al massimo il microcircolo. L’endocrinia, invece, si basa sull’utilizzo del circolo sistemico per veicolare il messaggio anche a grandi distanze, in questo caso i messaggeri si definiscono ormoni.
Bene, resta da stabilire una questione. In tutti questi casi come viene trasmesso il messaggio? Qui entriamo nel cuore dell’argomento, perché in tutti i casi entrano in gioco messaggeri chimici, molecole più o meno piccole di varia natura che possono essere rilasciate dal mittente nell’ambiente circostante e raggiungono il target per semplice diffusione oppure attraverso il circolo ematico. Parliamo quindi di molecole che vagano libere, ma ci sono dei casi in cui queste molecole non vengono liberate ma rimangono fissate alla membrana della cellula mittente ed operano attraverso un contatto diretto tra cellula mittente e cellula ricevente.In tutti i casi, quindi, siamo di fronte a molecole che vengono prodotte e secrete e che hanno un’attività biologica. E’ proprio nella loro attività biologica che risiede la comunicazione cellulare. Per compiere questa attività biologica le molecole, che d’ora in poi chiamerò genericamente con il nome di Ligandi, devono legarsi ad un recettore. Cos’è un recettore? Un recettore è una proteina espressa dalla cellula ricevente e che lega con specificità variabile un particolare ligando. Per far sì che Ligando e Recettore si incontrino, generalmente quest’ultimo è esposto sulla membrana cellulare (ma con alcune importantissime eccezioni come i recettori per gli ormoni steroidei) ed è composto da uno o più domini extracellulari (che legano il ligando), uno o più domini transmembrana (che lo ancorano alla membrana) e uno o più domini intracellulari che permettono la trasduzione del segnale, di cui parlerò tra non molto. Ovviamente, nella complessità del mondo biologico ci saranno numerosissime eccezioni a questo schema, ma resta comunque utile per capire la funzione del recettore. Il recettore può essere presente in due stadi, attivo e inattivo (ovviamente ci sono situazioni intermedie). In genere in assenza di ligando il recettore è inattivo mentre legato al suo ligando si attiva.A cosa serve il recettore? Un recettore è il primo step per la decodifica del messaggio. Infatti di per sé il ligando non contiene nessun’informazione, è soltanto una molecola. Diventa biologicamente importante soltanto quando si lega al suo recettore e lo attiva. Ma è il recettore attivato a trasdurre l’informazione alla cellula ricevente. Senza recettore il ligando servirebbe a poco, mentre il recettore molto spesso può essere attivato ugualmente anche da ligandi diversi, generalmente esogeni, chiamati agonisti. La morale è: non è importante tanto il ligando, quanto il recettore al quale il ligando si lega. Lo stesso ligando genera infatti risposte diverse legandosi a recettori diversi. Inoltre in alcuni tumori sono stati scoperti diversi recettori mutati attivi anche senza il proprio ligando.
E quando il recettore si attiva cosa succede? Qui si entra in un capitolo estremamente complesso quanto importante che è la trasduzione del segnale. Come dice il nome, è quel processo che porta e decodifica il segnale generato dal recettore attivato all’interno della cellula la quale verrà influenzata da questo segnale tanto più questo sarà forte e prolungato. L’obiettivo finale solitamente è l’attivazione di numerosi fattori di trascrizione e la variazione dell’espressione genica (ma potrebbe anche essere la morte stessa della cellula se il recettore attivato è un recettore di morte, vedere l’articolo sull’apoptosi “La signora della Morte”).
La trasduzione del segnale è quanto di più complicato e affascinante ci possa essere. Quando la studio mi sembra di vedere in azione i singoli elementi. Decine, centinaia, migliaia di attori entrano in scena modificandosi a vicenda, attivandosi, inibendosi. Non posso entrare nel dettaglio e non posso soffermarmi a lungo su questo capitolo, anche se me ne dispiace, perché altrimenti verrebbe fuori un discorso troppo lungo. Quello che mi interessa dire è che:
1) L’attivazione di un recettore nella maggioranza dei casi consiste in un cambiamento della sua conformazione, ovvero nel modo in cui i singoli residui amminoacidici che compongono la/e catena/e proteica/he sono disposti nello spazio tridimensionale
2) Il recettore attivato generalmente attiva un secondo messaggero (perchè il primo è il ligando), AMP ciclico, DiacilGlicerolo e Inositolo-3-fosfato sono i più importanti, o attiva altre proteine, in genere chinasi (enzimi che trasferiscono sui loro bersagli gruppi fosfato). I secondi messaggeri a loro volta attivano o inibiscono numerose altre proteine, amplificando così il segnale (l’AMP ciclico attiva ad esempio la proteina PKA, che è una chinasi che a sua volta potrà attivare od inibire altre proteine, il Diacilglicerolo attiva ad esempio la PKC, un’altra chinasi, e l’inositolo-3-fosfato attiva delle proteine canale che fanno aumentare la concentrazione dello Ione calcio, anch’esso un importante messaggero interno..ecc..).
3) Il segnale in questo modo viene amplificato, perché un singolo recettore potrà generare moltissime molecole di secondo messaggero, le quali a loro volta attiveranno/inibiranno tantissime altre proteine e continuando così si generano delle cascate di reazioni.
4) cascate di segnale diverse possono integrarsi più o meno precocemente sinergizzandosi o antagonizzandosi.
5) Quasi sempre il termine ultimo è l’attivazione o l’inibizione della trascrizione genica.
6) Quello che può apparire confusionario e disordinato ai nostri occhi è in realtà un processo ordinato e orchestrato elegantemente in modo che ogni elemento sia al posto giusto nel momento giusto e nella giusta concentrazione.
In questo modo la cellula “sente e risponde” ai segnali provenienti dell’esterno e si adatta. Fenomenale, no?
Ma ritorniamo al complesso Ligando-Recettore. Voglio pararvi un po’ più a fondo di questa fortunata coppia.
Prendiamo Il classico modello di recettore, quello esposto in membrana. E’ una proteina, che può essere multimerica (ovvero composta da diverse subunità) o monomerica ma non è detto. Ha almeno un sito di legame per il suo ligando specifico, ma può avere anche altri siti di legame per cosiddetti modulatori allosterici, ovvero molecole che si legano in siti diversi da quello del ligando (quindi non competono con esso, dopo vediamo cosa significa competere) ma influenzano comunque l’attività del recettore.
Molto spesso esiste una relazione tra concentrazione del ligando ed effetto (dove per effetto si intende una variazione funzionale rispetto all’assenza di ligando). Questa relazione in molti casi può essere spiegata dall’equazione:
Dove E è l’effetto, Emax è l’effetto massimo ottenibile, [L] è la concentrazione di ligando e Kd è la concentrazione di ligando alla quale si ha E=50% (per i più esperti è l’equivalente della costante di Michaelis-Menten nella cinetica enzimatica, ma la stessa equazione è equivalente a quella usata per determinare la velocità degli enzimi).
Se proviamo a mettere sugli assi cartesiani la curva ottenuta da quest’equazione mettendo nelle ascisse il log[L] e nelle ordinate E otteniamo una curva come la seguente:
All’inizio, anche con variazioni alte di [L] si ha uno scarso aumento di E, poi per piccoli aumenti di [L] si ha un esponenziale aumento di E, infine si ritorna in una situazione simile a quella di partenza. Emax è l’effetto ottenuto con tutti i siti del recettore saturati. Per cui non importa se aggiungiamo altro ligando, l’effetto non aumenta.
Vi starete domandando perché ci sono tre curve. Questo sarà chiaro ora. Se oltre al nostro ligando proviamo ad aggiungere concentrazioni crescenti di una molecola che, pur legandosi al recettore nello stesso sito di legame del ligando, non lo attiva (lo chiamiamo antagonista) otteniamo, per concentrazioni maggiori di antagonista, uno shift verso destra della curva concentrazione/effetto; La spiegazione è che essendo l’antagonista un competitore del nostro ligando (compete con esso per legarsi nello stesso sito di legame) ci vorranno concentrazioni maggiori di ligando per ottenere lo stesso effetto. Aumenta quindi sia [L] sia la KD, ma non si hanno variazioni dell’Emax, che rimane sempre 100.
Ci sarebbero tante altre considerazioni da fare (ad esempio cosa succede alla curva in caso di un antagonista non competitivo, in questo caso otteniamo sempre uno shift verso destra della curva, ma otteniamo un abbassamento dell’Emax), ma credo di aver già messo tanta carne al fuoco.
Come sempre, se avete domande, se ci sono errori, se siete curiosi e volete approfondire un argomento, scrivete nei commenti!!
Un ringraziamento va ad Alice per il grafico :)








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