Volenti o nolenti lo vediamo tutti molto spesso: spunta dalle borsette, dalle tasche dei jeans, dalle cartelle per i laptop, troneggia su eleganti scrivanie e in monolocali per studenti. Onestamente non mi sono mai chiesta perchè il simbolo della Apple fosse una mela, morsicata per giunta.
Questo finchè, nella mia decisione di capire che cosa fosse l’informatica teorica non mi sono imbattuta nell’ingombrante (in senso metaforico) figura di Alan Turing. Su quanto abbia fatto quest’uomo per la scienza e in senso più ampio per l’umanità intera si trova abbondantemente sul web. La società del suo tempo, bigotta e decisamente ottusa, non gli rese però il favore, non tollerando la sua omosessualità o forse ancora di più la sua difesa di essa (era perfettamente consapevole di non stare facendo nulla di sbagliato) e lo costrinse a una “cura” che di fatto si rivelò essere una sorta di castrazione chimica che devastò il suo organismo. Nel 1954, un anno che non è neanche così lontano, si suicidò con una mela avvelenata di cianuro: è sorta la leggenda metropolitana, che la Apple non ha mai confermato ma neppure smentito, secondo cui il famoso logo fosse in suo omaggio. Cercando in rete notizie su questo logo si trova ogni sorta di ipotesi, tra cui il riferimento alla mela di Newton e a quella di Adamo ed Eva (con tanto di morso della conoscenza). Pare però che tutti questi riferimenti, almeno stando a un’intervista concessa dal designer Rob Janoff , non siano legato al logo Apple. Nulla ci vieta però di pensare che, in fondo, Alan Turing se lo sarebbe meritato.
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