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Quando il numero è perfetto:
arriva la 6° edizione della Notte dei Ricercatori

Anche quest’anno la Notte dei Ricercatori torna in Piemonte grazie al lavoro di squadra dello storico partenariato promotore, guidato per questa edizione da Agorà Scienza (capofila) e composto da: CentroScienza Onlus, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, Creativa.

L’iniziativa promossa e co-finanziata dalla Commissione Europea, all’interno del Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico (VII PQ), nata per sensibilizzare il grande pubblico al tema della ricerca scientifica e alla figura del ricercatore, si svolgerà il 23 settembre 2011 contemporaneamente in più di 300 città europee di 32 Paesi, tra cui 44 città italiane.

La Notte dei Ricercatori 2011 in Piemonte è all’insegna del LINKeRS – LINKs between Researchers and Society.
L’obiettivo è quello di avvicinare il grande pubblico alla figura del ricercatore, dimostrando che “il ricercatore è una persona normale che fa cose eccezionali”, contribuendo ad accrescere nei cittadini la consapevolezza dell’importanza della ricerca scientifica nello sviluppo della società.

Le città coinvolte per questa edizione sono: Torino, Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Verbania e Vercelli.

Stay tuned e scopri le novità dei programmi e delle attività di ogni città!

ALESSANDRIA
Per informazioni sull’evento di Alessandria: alessandria@nottedeiricercatori.it

http://www.nottedeiricercatori.it/piemonte/index.htm

Prima di addentrarci nella ricerca dei metalli pesanti presenti nel tabacco delle sigarette, è interessante comprendere quali siano i metalli pesanti e cosa significa per una sostanza essere tossica.

Nella letteratura scientifica vengono generalmente considerati metalli pesanti i seguenti elementi:
• alluminio
• ferro
• argento
• bario
• berillio
• cadmio
• cobalto
• cromo
• manganese
• mercurio
• molibdeno
• nichel
• piombo
• rame
• stagno
• titanio
• tallio
• vanadio
• zinco
ed alcuni metalloidi con proprietà simili a quelle dei metalli pesanti, quali l’arsenico, il bismuto ed il selenio.

Un veleno o una sostanza tossica è una sostanza dannosa per l’organismo perché ha effetti nocivi sui tessuti, organi, processi biologici di un organismo vivente.

La tossicità è una caratteristica sia qualitativa, in quanto l’azione tossica dipende dall’interazione della struttura molecolare della sostanza con le molecole biologiche per esempio di un organismo umano, che quantitativa, in quanto l’azione tossica si manifesta solo quando si superano determinati livelli di concentrazione nell’ambiente o in alcune parti dell’organismo.

Si parla di:
tossicità acuta per risposte rapide e determinate a causa di una dose elevata di sostanza tossica che agisce in un tempo breve;
tossicità cronica quando la quantità assunta è relativamente bassa ma è prolungata nel tempo e spesso intercorre un tempo lungo tra l’esposizione iniziale e il manifestarsi dell’effetto.

Per biodisponibilità si intende la frazione di una specie chimica che si rende disponibile per essere ingerita, inalata o comunque assimilata da un organismo vivente. Essa è un prerequisito necessario ma non determinante per la tossicità di un elemento: quest’ultima potrà essere conclamata solo in caso di documentati effetti negativi sulle funzioni biologiche degli organismi.

Esempio di range di concentrazione di metalli essenziali e non essenziali

La tossicità dei metalli pesanti è elevata sia per l’uomo che per tutte le specie viventi perché i metalli si legano con le strutture cellulari in cui si depositano e ostacolando lo svolgimento di determinate funzioni vitali per cui gli organismi, spesso, non sono in grado di eliminarli dal loro interno. Le specie più pericolose da un punto di vista tossicologico dipendono dal loro stato di ossidazione: esse sono in grado di attraversare le membrane biologiche e di accumularsi nei tessuti viventi.

Tale fenomeno è detto bioaccumulo e indica un aumento della concentrazione di un prodotto chimico in un organismo biologico in funzione del tempo, confrontata con la concentrazione presente nell’ambiente. I prodotti chimici si accumulano negli esseri viventi ogni volta che sono assimilati ed immagazzinati più velocemente di quanto sono metabolizzati.

“But he can’t be a man ’cause he doesn’t smoke
The same cigarettes as me”
The Rolling Stones – I Can’t Get No Satisfaction

“Lui non può essere un uomo perchè non fuma le mie stesse sigarette” afferma la canzone “ I Can’t Get No Satisfaction “ del famoso gruppo The Rolling Stones.

Non ci inoltreremo nel dubbio ontologico se chi fuma è o non è uomo, ma è noto che molti fumatori hanno la propria “bionda” preferita e guai a far cambiare loro brand.
È attendibile, quindi, credere che le sigarette non siano tutte uguali? Se veramente la mescolanza di diversi tipi di tabacco può dar loro differenti sapori, sarà interessante conoscere i componenti contenuti nel tabacco delle sigarette.

Composizione del tabacco

Il tabacco è conosciuto da almeno tremila anni, ma la diffusione massiccia avviene ad opera di Cristoforo Colombo che lo scopre approdando nelle Americhe nel 1492 .
Fin dal suo arrivo in Europa, nel tardo XV secolo, il tabacco dà adito a controversie ed è oggetto di disapprovazione, ma nello stesso tempo genera, già da allora, notevoli introiti attraverso le tasse.

Il tabacco (Nicotiana tabacum) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanacee, comprendente circa 2000 specie di piante proveniente soprattutto dal Nord e Sud America, dall’Australia, dal Sud Africa occidentale e dal Pacifico meridionale.
Esistono due tipi di Nicotiana: la Nicotiana tabacum e la Nicotiana rustica. La Nicotiana tabacum è un’erba annuale con foglie ellittiche. La foglia verde (figura 1) produce sostanze importanti nel determinare l’aroma e il gusto del fumo del tabacco: il suo contenuto principale è la nicotina. La nicotina è un alcaloide (prodotto naturale che contiene uno o più atomi di azoto) e ha caratteristiche tossiche. La Nicotiana rustica, invece, ha foglie subovali e il contenuto di nicotina è più alto. Le foglie, una volta raccolte, vengono portate in appositi ambienti di essiccazione, dove rimangono per un certo periodo prima di essere avviate alla vera e propria lavorazione industriale e a questo punto il tabacco è detto greggio e più specificatamente, secondo l’uso cui è destinato, greggio da fiuto, da mastico, per sigari e per sigarette.

Figura 1. La foglia di tabacco

La sigaretta


Il tabacco è il prodotto più comunemente usato come componente base di sigarette e di sigari ma gli elementi che compongono una sigaretta sono vari ed ognuno di essi contribuisce alle caratteristiche specifiche di ogni brand (Figura 2).

Figura 2: Componenti di una sigaretta

Le sigarette sono suddivise in tre parti principali:

  • la colonna che comprende le foglie di tabacco;
  • la carta vergata attorno alla colonna di tabacco comprende carta e adesivo. La porosità della carta, che determina la quantità d’aria che può passarvi attraverso, influisce sul contenuto dei composti, sull’intensità di sapore e sull’aroma della sigaretta.
  • la zona di filtrazione: il filtro è costituito principalmente da fibre di acetato di cellulosa che gli permettono di mantenere la propria forma. Esso è avvolto in una carta e sigillato con uno strato di adesivo e qualche volta viene aggiunto ad esso anche del carbone attivo.

Il tabacco contiene 4000 sostanze chimiche, delle quali almeno 50 sono cancerogene ed estremamente dannose per il sistema cardiovascolare e il fegato. Dal momento che la nicotina, è facilmente assorbibile dalle mucose della bocca, esofago, bronchi perché viene aspirata, essa dà crisi di debolezza, annebbiamento visivo e mentale, vomito, convulsioni e tachicardia. I fumatori, inoltre, hanno un’alta concentrazione di piombo e di cadmio e sono predisposti all’ipertensione.

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