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Tanto tempo fa mi imbattei in un libro eccezionale, l’autore e’ figlio di un premio nobel per la fisica e, come capita a molti americani, questo condivide col padre non solo il cognome ma anche il nome. Il dialogo che segue vuole essere un tributo ai dialoghi del libro dove, per la prima volta, leggo di Achille e la Tartaruga discutere piacevolmente di arti visive, musica e matematica.

Achille e la Tartaruga passeggiano per l’orto botanico.
A – Sono molto contento che lei mi abbia invitato per questa passeggiata: tutte queste piante mi infondono una gran pace; ci voleva proprio, piacevole come ascoltare in sua compagnia una fuga di Bach.
T – Il piacere e’ mio Achille. Conversare con lei e’ sempre cosi’ stimolante…

Nel dire questo si avvicinano allo stagno dei loti.

A – Guardi come sono belli questi loti Signora T! Resto affascinato nell’osservare come questi fiori cosi’ puri crescano in acque cosi’ torbide; com’e’ mai possibile?
T – La sua e’ una domanda tutt’altro che banale e piu’ d’uno studioso s’e’ rotto il capo cercando di comprendere appieno l’Effetto Loto! Si tratta di un fenomeno di idrorepellenza per cui le gocce d’acqua rotolano sulla superficie del loto portandosi via la sporcizia e lasciando il loto asciutto e pulito.
A – Ah! Sembra una cosa cosi’ complicata: idrorepellenza! Eppure lo so cos’e’. Vuol forse dire che la superficie del loto e’ oleosa come lo sono, ad esempio, le piume dei cigni? Anche loro restano candidi come i loti, pure bazzicando in acque altrettanto sporche.
T – Ecco Achille, l’esempio e’ piuttosto pertinente e, ancora una volta, devo congratularmi con lei. Pero’ c’e’ una differenza notevole fra i due fenomeni: infatti l’idrorepellenza del loto deriva da questioni geometriche.
A – Non posso davvero crederlo signora T! Perfino nell’orto botanico ci ritroviamo a parlare di Euclide?
T – Eheheh! Mi lasci raccontare Achille, questi studi sono successivi ad Euclide di molti secoli: le sto parlando di “Sull’equilibrio di sostanze eterogenee”, un lavoro monumentale per la chimica-fisica in cui, fra l’altro, si introduce il concetto di tensione superficiale che serve, appunto, a spiegare l’Effetto Loto. Pensi, Achille, che l’autore di questo trattato e’ nato lo stesso secolo in cui e’ morto Tchaikovsky, ed in queste due date decine ed unita’ sono invertite fra loro.
A – Ah, so bene di chi parla! Si tratta di un connazionale di Ray Charles e, guardi un po’, anche le loro date di nascita e morte sono legate dalla stessa regola! Signora T. lei sta parlando di Josiah Willard Gibbs, non e’ vero?
T – Esattamente!
A – Le devo confessare che piu’ d’una volta avrei desiderato avventurarmi nel lavoro di Gibbs, proprio perche’ strabiliato dagli effetti visibili della tensione superficiale… Ecco! Guradi proprio qui nello stagno dei loti un piccolo insetto che cammina comodamente sulla superficie dell’acqua. Non dipende forse dalla tensione superficiale?
T – Esattamente!
A – I fenomeni di capillarita’ per cui, ad esempio, l’acqua viene risucchiata all’interno di una spugna, non dipendono anch’essi dalla tensione superficiale?
T – Esattamente!
A – La possibilita’ di realizzare superfici minime grazie all’acqua saponata non dipende anch’essa dalla tensione superficiale?
T – Esattamente!
A – Non posso che ripetermi: strabiliante.
T – Carissimo Achille, ormai conosce bene quanto me il mio artista preferito, M.C. Escher, dunque stavolta vorrei introdurla a Helaman Ferguson. Uno scultore, un artista, anzi un Algorista! Quando torneremo a casa le mostrero’ alcune foto delle sue opere: sa che nel 1999 ha realizzato una superficie minima partendo da un blocco di ghiaccio di venti tonnellate?
A – Strabiliante!

T – Il dettaglio ancor piu’ stupefacente e’ che mentre le sculture in ghiaccio, sciogliendosi, perdono rapidamente la loro forma originale, le sculture di superfici minime mantengono la stessa geometria fino a quando non si sciolgono completamente.
A – Strabiliante! Signora T, non mi tenga sulle spine! Come puo’ una sola proprieta’ fisica generare effetti cosi’ disparati?
T – Lei mi chiede di riassumerle un trattato di oltre 300 pagine! Vede quella goccia che proprio ora rotola via dal loto? Bene Achille, come potrebbe valutare la sua energia?
A – C’e’ l’energia legata alla sua massa, l’energia cinetica e l’energia potenziale…
T – Esatto. Ma esistono altri tipi di energia: quello che interessa a noi e’ di tipo chimico-fisico. Le molecole d’acqua sono attratte le une dalle altre, non solo per via delle loro masse, ma soprattutto per via delle loro cariche elettriche. Quelle all’interno della goccia non subiscono alcuna attrazione essendo spinte ugualmente in tutte le direzioni, ma quelle sulla superficie sono attratte verso l’interno. Questo genera la tensione superficiale.
A – Ah! Credo di capire quello che vuole dire: se un drappello di soldati viene accerchiato da forze soverchianti ci si dispone in modo da presentarsi vulnerabili quanto meno e’ possibile…
T – In questo caso i soldati sono spinti, le molecole della goccia sono tirate; i soldati si dispongono solo in due dimensioni, le molecole d’acqua in tre. Eppure si’ e’ una forte analogia. Mi dica Achille, in che posizione si disporranno i suoi soldati? A falange?
A – Se fossero ben addestrati, forse! Molto piu’ probabilmente si disporranno a disco in modo da minimizzare la superficie di contatto… Oh! Signora T! Forse ho capito! Siccome la sfera e’ il solido con minore superficie a parita’ di volume ecco che una goccia preferisce questa superficie minima, esatto?
T – Complimenti Achille. Ma le superfici minime dell’acqua saponata non contengono alcun volume d’acqua, come la mettiamo?
A – Signora T, lei vuole trarmi in inganno: questo vale per i soldati che vogliono proteggersi l’un l’altro, ma non per l’acqua. L’acqua saponata crea lamine sottilissime e flessibilissime che possono minimizzare, ad esempio, l’area della superficie che ha come bordo due circonferenze nello spazio, poste su piani paralleli, ed allineate in modo che il segmento che congiunge i centri delle due circonferenze risulti perpendicolare ad entrambi i piani su cui giacciono le due circonferenze.
T – Com’e’ rigoroso Achille! Mi ha appena citato il problema capostipite riguardo alle superfici minime! Sa che anche della catenoide ho delle splendide immagini? Realizzazioni in acqua saponata, ovviamente…
A – Dunque ecco spiegate le superfici minime, ma i fenomeni di capillarita’?
T – Dobbiamo rivedere con maggiore dettaglio l’idea che ci samo fatti della tensione superficiale. Supponiamo, Achille, che il drappello di cui parlava non e’ propriamente circondato, piuttosto si trovi con le spalle al muro.
A – Ahi ahi ahi Signora T! Vorrei proprio sapere chi comanda il drappello: evitare di trovarsi spalle al muro e’ uno dei consigli piu’ elementari. Eppure a ben pensarci, forse e’ meglio che essere circondati: vuole dirmi che la tensione superficiale non dipende solo dal liquido ma anche dall’ambiente?
T – Complimenti Achille, intuitivo come sempre! Il valori delle tensioni superficiali dipendono dal liquido e dagli elementi con cui e’ in contatto. Generalmente vi sono due superifici e due tensioni superficiali: una fra l’aria e la goccia, una fra la goccia e la superficie solida su cui e’ poggiata. Se la superficie e’ idrofila, una goccia d’acqua puo’ minimizzare la sua energia avendo una superficie di contatto maggiore con questa.

Proprio in quel momento Achille e la Tartaruga osservano delle ninfee.

A – Non capisco. Se la superficie d’appoggio aumenta, non aumenta anche la superfice libera, quella a contatto con l’aria?
T – Mio caro Achille, lei si fa distrarre da cio’ che vede. Questo e’ certamente vero se la superfice d’appoggio e’ un piano, ma che cosa pensa accadrebbe se la superficie fosse un tubo?
A – Ah! Allora l’acqua potrebbe risalire nel tubo senza aumentare la superfice libera!
T – Questo e’ solo un primo rozzo approccio: nei fenomeni di capillarita’ sono coinvolti anche altri fattori, primo fra tutti possibili differenze di pressione.
A – Eppure, per quanto non sia esaustivo, lascia ben intuire quanto il concetto di tensione superficiale risulti versatile. La tensione superficiale aria-acqua e’ responsabile dei fenomeni legati alle superfici minime: questo perche’ l’acqua a contatto con l’aria puo’ assumere qualunque forma. La competizione fra le tensioni superficiali aria-acqua sostrato-acqua, in determinate condizioni geometriche, e’ co-responsabile dei fenomeni di capillarita’. Mi sembra che ci avviciniamo alla soluzione dell’Effetto Loto, vero Signora T? Suppongo che condizioni geometriche molto specifiche possano scoraggiare l’acqua dall’adesione al sostrato. Se fosse cosi’ ogni gocciolina d’acqua sarebbe una sfera pressocche’ perfetta.
T – Esattamente Achille. E’ quello che succede: ogni goccia rotola via dal loto come una palla su una collina; rotolando raccoglie e porta via con se’ la sporcizia.
A – Sono davvero stupefatto! Eppure non riesco ancora ad immaginare che genere di forma possa causare un simile effetto: avra’ a che fare con la sottile “peluria” del loto, ma come?

T – Achille, lei e’ capace di trovare similitudini cosi’ suggestive e poi se ne scorda nel momento del bisogno! Cosa accadrebbe al suo manipolo se avessero alle spalle, piuttosto che un muro, delle lame affilate?
A – Ora capisco! A livello microscopico il loto e’ estremamente frastagliato e se l’acqua vi aderisse avrebbe una superficie di contatto enorme, molto maggiore di quella apparente.
T – Ecco dunque spiegato il problema… Ed eccone un’altro piu’, piccolo ed insidioso, che lotta per venire a galla!

Achille, intanto, si imbatte in una tela di ragno e ne osserva affascinato le gocce d’aqcua.

A – …Signora T, ha notato che alcune goccioline sono inanellate al filo esattamente lungo il loro diametro, mentre altre non lo sono? Che sia il peso l’unica differenza?
T – Venga Achille, ne parleremo tornando a casa…

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Overture.

Sandman è un fumetto degli anni ’90 pubblicato dalla DC comics e scritto da Neil Gaiman: a mio avviso la più bella serie di fumetti mai scritta; ma il tema di questo blog è un altro ed allora non mi dilungo più del necessario in sperticate lodi.

Sandman è Morfeo: è Sogno. Sandman possiede un biblioteca infinita che contiene ogni libro che sia mai stato scritto e non solo. Sandman possiede ogni versione d’ogni libro che sia mai stato scritto, ma anche ogni versione dei libri che siano solo pensati, immaginati o sognati. Per me, divoratore di libri sin da bambino, una simile biblioteca è uno dei tesori più grandi in possesso di Morfeo. Mentre è evidente a tutti che una cosa simile non può che esistere nel Sogno… O no?

Introduzione
Raccontare bene quello che ho in mente rchiede un po’ di conoscenze sui numeri. Conoscenze che sicuramente si possono raccontare più in dettaglio: un piccolo dettaglio è questo.
Vediamo, invece, cosa sia il minimo indispensabile: la trascendenza di \pi. \pi è una costate che viene fuori dividendo il perimetro di una circonferenza per il suo diametro; sappiamo fin dalle scuole elementare che

C=2\pi R

Dove C è il perimetro della circonferenza, e R il suo raggio; \pi è la costante di cui parliamo e che (alle scuole elementari) ci dissero che vale 3.14. Il fatto è che \pi ha numerose cifre dopo il 4, infinite altre per la precisione: \pi è un numero decimale illimitato non periodico; cioè le cifre di \pi dopo la virgola non sono solo infinite, ma neppure si ripetono ciclicamente. Insomma \pi è molto diverso da \frac{31}{99} che pur avendo infinite cifre decimali, queste sono tutte uguali fra loro.

Calcoliamo \pi?
Ciò che più sorprende di \pi non è il fatto di essere illimitato e non periodico, numeri con questa proprietà ve ne sono a iosa (per esempio \sqrt{2}), quanto la difficoltà che si incontra nel calcolare le sue cifre: al momento non esiste alcun modo di conoscere l’n-esima cifra di \pi se non calcolando prima tutte le precedenti! Non solo: si congettura che una formula che fornisca l’n-esima cifra di \pi senza dover conoscere tutte le cifre precedenti non esista affatto!

Volendo essere più tecnici si congettura che l’entropia di \pi sia massima, pur essendo minima la sua complessità di Kolmogorf. L’applicazione di questa congettura, per tornare a parlare un linguaggio comprensibile, è che qualunque sequenza numerica finita esiste all’interno di \pi. Per esempio la mi data di nascita espressa come gg/mm/aaaa parte dalla 131242035-esima cifra decimale; pur avendo a disposizione solo una quantità limitata di cifre, chiunque può fare qualche esperimento. Per esempio su questo sito.

Applicazioni
Dunque, sebbene il vantaggio sia poco o nullo, potremmo evitare di ricordare delle sequenza numeriche, come il codice del bancomat o qualche numero di telefono, ma ricordare la loro posizione su \pi.
In effetti ogni programma è interpretato dal computer come una sequenza numerica, ed allora questa sequenza numerica può essere ritrovata su \pi: non è necessario salvare alcun genere di file: basta salvare la posizione che occupa su \pi.
Tenendo conto della dovuta codifica, in \pi si può trovare ogni cosa: le foto delle mie vacanze, il testo della divina commedia, i fascicoli segreti della CIA sugli UFO e su JFK, la dimostrazione del teorema di Banach-Tarski, e ancora e ancora e ancora…

Preveggenza?
Pare che su \pi ci sia tutto, dalle banalità scritte ogni giorno da ognuno di noi alle più grandi verità mai pensate da mente umana… Forse anche dell’altro: per esempio ci sono i titoli dei giornali di domani e la dimostrazione della congettura di Goldbach.
Ma allora imparare a “leggere” \pi permetterebbe di leggere il futuro? In pratica bisogna fare molta attenzione perchè in \pi c’è scritto tutto e dunque anche tutte le cose false. Per quanto riguarda la dimostrazione della congettura di Goldbach dovremo scorrere attentamente tutta la dimostrazione che quel pezzo di \pi ci propone per essere certi che sia priva di errori. Per quanto riguarda i titoli dei giornali dovremo aspettare l’indomani per scoprire se quel pezzo di \pi sono realmente i titoli dei giornali o solo una loro copia farlocca!
L’esempio più evidente della situazione sono i numeri del superenalotto: praticamente ogni pezzetto di \pi potrebbe essere interpretato come i numeri della prossima estrazione, ma questo non vuol dire affatto che lo siano davvero!

Allora… la Biblioteca esiste!
Che \pi non fornisca previsioni affidabili fa molto pensare… in effetti in \pi c’è proprio tutto: ci sono molte sequenze che sembrano essere cose note ed importanti ma che in realtà non sono proprio nulla; c’è una sequenza che “sembra” I promessi sposi ma che non lo è perchè manca tutta la punteggiatura.
Pensandoci ancora ci rendiamo conto che se \pi contiene questa strana versione dei promessi sposi allora conterrà tutte le versioni del romanzo, da “Fermo e Lucia” a tutte le altre che il Manzoni aveva potuto immaginare o sognare.

La Biblioteca di Sandman è una realtà ed è contenuta in \pi!

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