I camioncini di Hugo Chavez

Il Venezuela è un paese dalle molte qualità e risorse. Paesaggi fantastici, cascate mozzafiato (qui si trova il Salto degli Angeli, la cascata più alta del mondo), una biodiversità elevatissima ed enormi risorse energetiche, il paese è tra i maggiori esportatori al mondo di gas e petrolio e ha anche il secondo impianto idroelettrico più grande al mondo. Nonostante questo però nella capitale Caracas, una città da oltre 3 milioni di abitanti, come anche nel resto del paese, ci sono diversi problemi nella fornitura di energia. Praticamente “salta spesso la luce” cosa un po’ inaspettata per un paese che, come si diceva prima, proprio dell’energia ha fatto la sua fonte di guadagno principale e che nelle aspettative di Chavez, dopo l’incontro con Putin nella prima settimana di Aprile 2009, dovrebbe lanciarsi nella corsa allo spazio.

Per ovviare a questa situazione il presidentissimo ha disposto intorno alla città una rete di centrali mobili su camion. Si tratta di piccole centrali elettriche a gas che di solito vengono usate negli altri paesi in caso di emergenza e che qui dovrebbero risolvere in pianta stabile, secondo le aspettative del leader bolivariano, il problema. Tuttavia solo dopo aver acquistato queste apparecchiature ci si è accorti che ne servivano altre per collegare le centrali alla rete elettrica. Difatti la tensione della corrente delle centrali è diversa da quella della rete nazionale. Ecco quindi l’indiscrezione: il Venezuela avrebbe commissionato ad un’importante azienda europea con sede anche in Italia un ordine di circa 20 – 25 milioni di euro per una ventina di queste apparecchiature. La notizia, esclusiva, è ancora ufficiosa ma l’affare dovrebbe esser stato concluso.

Un camion tira l’altro

Si tratta in pratica di piccole stazioni, ancora su camion, che collegano l’uscita dei generatori montati sugli altri camion alla rete elettrica. Intorno a Caracas ci devono esser ampi parcheggi. Queste stazioni mobili sono composte da un trasformatore che abbassa la tensione della corrente generata dalle stazioni mobili permettendole così di esser utilizzabile per la rete nazionale e da un complesso isolato in cui si trovano l’interruttore, che può bloccare la corrente in caso di bisogno, ed il sezionatore, un apparecchio che fa da sicura per l’interruzione della corrente utile, per esempio, alla manutenzione. Oltre a queste tre apparecchiature base ci sono poi i vari apparecchi di protezione e controllo.

Ogni stazione dovrebbe garantire una potenza di circa 40 MVA utile a dare energia a circa 100 mila utenze domestiche e a contrastare, almeno in parte, il velato malcontento nei confronti del presidente venezuelano famoso nel mondo più per la sua vulcanica personalità e le ambizioni di leader dei mondi che per il buonsenso.

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