Chi scrive come tanti altri è stata attratta da questo libro dopo l’illustre precedente dell’autore. Più che una recensione coerente quello che state leggendo è un insieme di impressioni, una macchia di idee in disordine (non un disordine perfetto, però).
La prima cosa che si nota è che il libro è strutturato in 12 capitoli ognuno “ambientato” in un mese dell’anno differente (cominciando da Agosto) e spesso in luoghi diversi (caratteristica che verrà sicuramente apprezzata da chi ama viaggiare o semplicemente scoprire la matematica ovunque) dove l’autore, spesso accompagnato dal figlio, trova la simmetria, argomento centrale del saggio, nei posti più disparati.
Nei dodici mesi assistiamo da un lato alle vicende matematiche e personali dell’autore dall’altro allo sviluppo del saggio che parte dalla nozione intuitiva di simmetria fino ad arrivare alla teoria dei gruppi raggiungendo infine gli ultimi sviluppi (il famoso Mostro).
Tutto questo è mescolato alle vicende biografiche dei grandi matematici che si sono occupati del problema, fra tutti Galois la cui vita si presta bene a romanzi e aneddoti, e in questo devo ammettere il libro è un po’ simile a “L’equazione impossibile” di Mario Livio. Non è però una pecca, perchè moltissimi libri divulgativi di matematica sono, un po’ per forza di cose strutturati così. In questo caso si nota in modo evidente perchè anche l’altro libro finisce per parlare della teoria dei gruppi.
Il livello di matematica di questo saggio non è altissimo, ma richiede comunque una certa dimestichezza con gli argomenti, o perlomeno una sana voglia di concentrarsi.
Pertanto credo che sia un libro in generale per persone interessate alla matematica, penso che non lo userei per convincere qualcuno che normalmente odia la matematica a dedicarvisi.
Bisogna anche dire che si tratta di un saggio divulgativo perciò non ci si deve nemmeno, per contro, aspettare dimostrazioni e rigore: non è quello che l’autore vuole e non lo si troverà.
Non è però comune che un ricercatore, un matematico in particolare, dedichi spazio a spiegare cosa fa, a descrivere di cosa si occupa. Come l’autore stesso evidenzia abbiamo tutti una vaga idea di cosa faccia un biologo (o perlomeno pensiamo di averla) o un astrofisico, ma al di fuori dell’ambito scientifico sapere di cosa si occupa un matematico è raro.
Trovo quindi molto importante che du Sautoy provi a descrivere, per quanto difficile sia, le sue ricerche ai profani (anche se non mi è parso di capire con precisione tutto,ma credo sia normale).
Dopo queste idee confuse (che giustifico con il titolo del libro) penso di poter dire che si tratta di un buon libro, di un discreto esempio di divulgazione matematica (anche se fatico a metterlo all’altezza del libro precedente dell’autore) contenente ottime idee. Si colloca un pochino a metà tra i libri divulgativi di base, che possono anche risultare noiosi una volta che se ne sono letti tanti, e tra i testi più specialistici.
Per l’argomento trattato merita di essere letto, ma non si è dimostrato, secondo chi scrive, all’altezza del predecessore.
a.d.p.
Tags: libri, matematica, teoria dei gruppi
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Purtroppo per me, queste sono cose arabe. Comunque devo dire che sai recensire bene un libro…. sicuramente chi è più interessato di me, lo troverà interessante..
ma lascia che ti chieda una cosa,
“Come l’autore stesso evidenzia abbiamo tutti una vaga idea di cosa faccia un biologo..”
lui ce l’ha? davvero? allora devo chiederglielo, perchè io non lo so davvero!!XDXDBacione




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